Il Bar dello Sport

mercoledì 26 settembre 2007

Punizione diretta #5 Le tette di Figo e il pene di Ibrahimovic

A San Siro si rivede finalmente un'Inter corsara e sicura dei propri mezzi. Il pregiudicato serbo svedese Ibrahimovic e il divino Figo guidano la squadra nerazzurra a una netta vittoria per tre a zero che li riporta primi in classifica, in attesa del big match di sabato con la Roma.

Comunque, nonostante la grande prestazione degli interisti, le scelte di Mazzarri non convincono, soprattutto quella di lasciare in panchina il migliore attaccante doriano: Roberto Mancini.

La partita de facto dura solo una ventina di minuti, in cui i blucerchiati sembrano tenere bene il campo, l'Inter in affanno, e il pregiudicato si diverte a mostrare numeri da brocco. Ma pare essere tutta una finta, e con la spocchia di un quindicenne che impenna in Booster fuori dall'oratorio, al ventitreesimo, su passaggio del divino Figo e velo di Crespo, Ibrahimovic si trova solo di fronte a Mirante, che può solo mirare l'incrociata di sinistro dell'attaccante nerazzurro.

La Samp accusa il colpo, e presa sicurezza dal gol, l'Inter inizia ad imbastire pure un certo gioco, forse non arioso e bello da vedere come quello romanista, ma di sicuro meno burino.

Zanetti, schierato terzino destro per l'estradizione per crimini contro l'umanità di Maicon, è a tratti inarrestabile; il divino Figo è in una di quelle belle serate in cui il tempo per lui non pare mai essere passato; Samuel è un gigante; e la coppia di pelati di centrocampo, Dacourt e Cambiasso, dirige le operazione con sicurezza e determinazione. Ma su tutti svetta il pregiudicato svedese.

All'inizio della ripresa infatti, dopo aver mostrato già altre pregevoli giocate, Ibrahimovic si inventa un gol che è un concentrato di tutto il suo calcio: tecnica, forza fisica, potenza, velocità di esecuzione, e una faccia da culo terrificante: è il due a zero, e la partita cala il sipario.

C'è giusto il tempo per vedere il tre a zero del divino Figo, liberato da un passaggio di Crespo, e la partita assume i contorni di un'amichevole, con Mazzarri che concede una ventina di minuti a Cassano, e Mancini che invece azzarda la mossa di Pelé, indimenticato campione ritiratosi però dal calcio da tempo.

Ma non c'è più alcuna emozione particolare, solo accademia. Tre punti, primo posto conquistato, e ora la resa dei conti con la Roma.


Julio Cesar: senza voto
Gli attaccanti blucerchiati lo impensieriscono così poco, che volendo potrebbe pure togliersi i guantoni per scaccolarsi.

Javier Zanetti: 7.5
Ara la fascia destra travolgendo tutto quello che incontra.

Samuel: 7
Sicuro come il sesso con una donna in menopausa, ma decisamente più appaggante.

Cordoba: 6
Un quindicenne infoiato ad una festa in cui tutti si divertono: la cappella vuole cercare di piazzarla comunque. Per stavolta va comunque in bianco.

Maxwell: 6.5
Brasiliano, bravo nel dribbling, tecnico, offensivo, ma incerto e svagato in difesa. Se non fosse un terzino sinistro sarebbe davvero un rischio metterlo terzino sinistro.

Figo: 7.5
Potrebbe essere più bello da vedere giusto se avesse le tette.

Pelé: senza voto
Per avere quasi settant'anni li porta bene.

Dacourt: 6.5
Dirige con tale facilità il centrocampo, che potrebbe nel mentre della partita, girare lo spot dei Ringo Boys con Cambiasso.

Cambiasso: 7
Fa sembrare le comparse di 300 delle fighette senza nerbo.

Cesar: 6
La Monica Lewinsky del calcio: arrivato come stagista ha dovuto inghiottire bocconi amari, ma alla fine ha ottenuto il suo posto al sole.

Crespo: 6
Fa il minimo indispensabile, ma questo minimo è il velo per il primo gol del pregiudicato e l'assist per Figo.

Suazo: senza voto
Arriva quando la festa è già finita.

Ibrahimovic: 8
Lungo, grosso, inarrestabile: Rocco Siffredi è tornato, e gioca a calcio.

Adriano: senza voto
Gli mancano solo le mani sporche di Nutella per sembrare definitivamente l'amico ciccione che viene invitato alle feste solo perché impari ad integrarsi con gli altri.

1 commento:

Stefania Campanella ha detto...

non riesco a smettere di ridere per la pagella di Figo