Il Bar dello Sport
Visualizzazione post con etichetta Giappone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giappone. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2007

Convocate Daisuke Matsui!


Daisuke Matsui è, tra tutti i giocatori nipponici che calcano le arene di calcio del vecchio continente, uno di quelli dal rendimento più continuo. Centrocampista classe 1981, dopo aver esordito nel calcio professionistico col Kyoto Purple Sanga, è sbarcato in Francia, nella serie B dei mangiacavalli, accasandosi al Le Mans, e divenendo quasi subito l'idolo della tifoseria del club che -in maniera alquanto originale- gioca le proprie partite su una pista da corsa piuttosto che su un campo da calcio.

Appena arrivato, dà un contributo decisivo (anche in termini di gol) per la promozione del club nella Ligue 1, massima competizione francese da cui il Le Mans non è più retrocesso. Quest'anno ha già collezionato 7 presenze, segnando uno splendido goal di tacco (a termine di un uno-due dopo un'azione personale) che vi riproponiamo.




Ora, visto che è un punto fermo del suo club, e che in campionato segna sempre 3-4 gol a stagione non sfigurando mai... perchè nè Zico nè Osim l'hanno convocato per Mondiale e Coppa Asia???

Vogliamo MATSUI in nazionale!


mercoledì 1 agosto 2007

Uno sguardo sulla Asian Cup 4


L'Irak ha vinto la coppa, bla bla bla, Arabia Saudita seconda, bla bla bla, Corea del sud terza, bla bla bla, Giappone quarto.

I gol ve li cercate voi su youtube che non ne vale proprio la pena.

Senza il Giappone in finale è stata una asian cup di basso livello.

venerdì 27 luglio 2007

Uno sguardo sulla Asian Cup 3


No comment sulla sconfitta del Giappone contro l'Arabia Saudita. Certo che affidare una nazionale che dovrebbe essere valorizzata da un coach moderno a un rudere 70enne Trapattoni-style... E purtroppo mi sa che porterà il Giappone ai prossimi mondiali, sempre che non muoia di vecchiaia. Resta un pregevole gol in acrobazia di Abe, quello del provvisorio 2 a 2 (e la pronta risposta dell'attaccante saudita Malek Maaz, autore di una doppietta -secondo gol fenomenale).

Comunque, dicevamo: pronostici ribaltati (e gufate inutili): finale mediorientale Irak - Arabia Saudita (con i secondi favoriti, ma con l'Irak nel ruolo della cenerentola a la Danimarca 1992) e terzo e quarto posto tutto far east col classico derby (domani) Giappone Corea.

I gol delle semifinali:


Arabia Saudita 3 - Giappone 2 (notare la vergognosità della difesa giapponese)



Irak 0 - Corea del Sud 0 (Irak vince ai rigori)

giovedì 19 luglio 2007

Uno sguardo alla Coppa Asia 1


Archiviata (con una vittoria concreta a poco spettacolare del Brasile) la Copa America, resta ancora una competizione di rango internazionale che, sotto il sole cocente di luglio, vale la pena di seguire: la Afc Asian Cup. Sì, ok, in realtà ci sarebbe anche il mondiale U20, ma da quando il Giappone è stato ignominiosamente eliminato ai rigori da una Repubblica Ceca che più catenacciara non si può, meglio cambiare canale.

Questa Coppa Asiatica, giunta ai quarti di finale (i primi due si giocano domani) sta riservando delle sorprese niente male: le squadre di alto rango, come Giappone, Australia, Corea e Cina, hanno stentato, soprattutto nelle prime giornate: colpa delle condizioni climatiche avverse (la manifestazione viene ospitata da quattro nazioni: Vietnam, Indonesia, Tailandia e Malesia, rinomate per il clima umidissimo). Ma colpa anche dei sempre più martorianti campionati di un certo livello, che non permettono ai giocatori più importanti (di cui sono piene le squadre forti) di rifiatare un po'.

Abbiamo così assistito alla clamorosa eliminazione della Cina (finalista all'ultima Coppa Asia) a favore del meno titolato Uzbekistan, o alla clamorosa debacle Australiana contro Oman (pareggio acciuffato al novantesimo) e Irak (un secco 3 a 1). Il Giappone dopo un avvio stentato (1 a 1 contro il Qatar) ha saputo inanellare due vittorie secche, contro Emirati Arabi Uniti e Vietnam. Anche la Corea del Sud si è dovuta inchinare al Barhain.

Ai quarti di finale, a causa di questi stranissimi risultati, sono state accoppiate squadre che nei pronostici della vigilia dovevano incontrarsi ben dopo. Il primo quarto di finale, Australia - Giappone, sa infatti di finale anticipata. Da un lato gli esordienti alla Coppa Asia (plurivincitori della Coppa Oceanica e freschi di trasloco in confederazione asiatica), dall'altro i Campioni in carica, vincitori di ben 3 edizioni della Coppa nelle ultime 4 manifestazioni. Come se non bastasse, l'ultimo precedente tra le due squadre grida vendetta al cielo: un 3 a 1 che L'Australia ha ribaltato negli ultimi minuti, dopo aver perso per 1 a 0 per gran parte della gara (gol di Nakamura).

Gli altri quarti sono suggestivi ma molto più facilmente pronosticabili: se Iran - Corea sembra la sfida più tosta, è facile azzardare due vittorie nette per L'Arabia Saudita (contro L'Uzbekistan) e per L'Irak contro il Vietnam (quarto di finale, questo, tra due rivelazioni - cenerentole).

Vi informeremo con gli ultimi sviluppi dall'estremo oriente. Intanto beccatevi la splendida bordata da fuori area di Nakamura, contro il Vietnam.

sabato 30 giugno 2007

Il vero colpo di mercato...


...non è Henry al Barcelona, o Ribery al Bayern, o Tiago alla Juve, o Suazo all'Inter o al Milan o all'Inter o al Milan o all'Inter o al Milan o di nuovo all'Inter.

No, il vero colpo di mercato è lui, Inamoto Junichi (稲本 潤一), centrocampista di sostanza passato dal Galatasaray all'Eintracht Frankfurt.

Calciatore moderno, Inamoto è stato capace nel corso della sua carriera di coprire il centro del campo ma anche di inserirsi segnando gol importanti in campo internazionale (fu il migliore giocatore e marcatore della nazionale nipponica ai mondiali del 2002). L'ultimo suo gol internazionale contro il Bordeaux, durante l'ultima e sfortunata Champions League disputata dal Galatasaray.

Godetevelo.



venerdì 23 marzo 2007

Saranno famosi? Naohiro Takahara


Il titolo dell'articolo potrebbe fuorviare, perché Naohiro Takahara famoso lo è già, almeno in Germania. L'attaccante della nazionale nipponica e dell'Eintracht Frankfurt, infatti, sta sostenendo un'ottima stagione nella Bundesliga, viaggiando con una media gol straordinaria: più di una segnatura ogni due partite. Purtroppo la stampa nazionale italiana lo snobba continuamente, preferendo mettere in luce i "soliti" giocatori europei, ma se guardiamo bene la classifica cannonieri della massima serie tedesca, possiamo notare come Takahara abbia all'attivo 10 reti (in 22 partite), soltanto uno in meno del titolatissimo Miroslav Klose (che pure è nel mirino di club quotati come la Juventus) e soltanto tre in meno dal primo in classifica (giocando in una squadra da media/bassa classifica come l'Eintracht, unica neopromossa dell'anno prima a esser riuscita a salvarsi nel 2006). Se aggiungiamo i gol messi a segno nelle coppe (4 in 4 presenze in coppa di Germania, vero trascinatore del Frankfurt alle semifinali che si giocheranno in aprile, e due in Uefa) ne esce fuori un giocatore completo, capace di segnare sia con furbesche rapine d'aria di rigore sia con spettacolari sforbiciate, sia di testa su calcio da fermo, sia su devastanti contropiedi.

Non ci credete? Date pure un'occhiata a questo compendio di gol di Takahara, tutti segnati questa stagione.



L'Eintracht Frankfurt l'ha pagato meno di un milione di euro, e la sua quotazione attuale secondo Transfermarkt.de è di soli 2 milioni e mezzo di euro. Briciole, paragonate alla quotazione assurda di Klose (per non parlare dell'ingaggio). E il ritorno economico dovuto agli sponsor sarebbe ancora più fruttoso. Perchè le squadre italiane non ci fanno un pensierino?

venerdì 16 marzo 2007

Perché si dovrebbe investire sul Giappone

Il calciomercato estivo (e la sua febbrile controparte invernale, conclusa da poco) vede spesso la pletora di direttori sportivi dei campionati europei affannarsi per trovare questo o quel gioiello nascosto oltreoceano. Si guarda sempre, o quasi, aldilà dell'atlantico, verso le soleggiate lande brasiliane, argentine, più generalmente sudamericane, per scovare i giovani talenti col dribbling nel sangue e il gol facile. Quello che molti (non tutti, per fortuna) direttori sportivi ignorano è che esiste un campionato dal quale è possibile prelevare ottimi giocatori a costi irrisori, coniugando risparmio (o meglio, guadagno) e qualità tecnica. Il campionato in questione è la J-League, massima serie calcistica del Giappone.


Hidetoshi Nakata
con la maglia della Roma

A questo punto molti di voi sorrideranno sarcasticamente, pensando che paragonare i giocatori sudamericani alle loro controparti nipponiche sia quantomeno ridicolo: come non essere d'accordo? Eppure basterebbe ricordare illustrissimi esponenti del calcio brasiliano come Vampeta, giunto all'Internazionale nell'estate del 2000 per 30 miliardi di lire, una sola partita in serie A per poi essere scaricato al Paris St. Germain. Forse l'Inter avrebbe fatto meglio a guardare verso Oriente, dove solo un paio di anni prima il Perugia di Luciano Gaucci aveva prelevato dal Bellmare Hiratsuka un certo Hidetoshi Nakata, pagandolo soltanto 7 miliardi di lire, una cifra che appare irrisoria adesso, figuriamoci nel biennio 1998/2000 quando i prezzi erano gonfiatissimi. Nakata, centrocampista centrale, ha segnato 24 gol in 7 stagioni militate nelle squadre italiane, conquistando uno scudetto con la Roma (da protagonista, segnando un gol e propiziandone un altro nello scontro diretto con la Juve). Eppure questo esempio potrebbe sembrare pretestuoso, perchè non tiene conto di una serie infinita di fattori e mette a confronto il miglior giocatore giapponese di sempre con uno dei più scarsi bidoni mai approdati in Serie A.

Ma è proprio questo il punto! Perché rischiare cifre assurde su probabili bidoni dribblingomani quando con pochi spiccioli si può ingaggiare un atleta tatticamente disciplinato che ha buone probabilità di diventare un valente giocatore di football?

E poi, c'è il fattore sponsor. Per i giapponesi, il calcio è una cosa relativamente nuova ed entusiasmante. La J-League è nata soltanto nel 1992, ma da allora nulla è stato più come prima. Gli Atleti della nazionale giapponese, soprannominati Samurai Blue, sono osannati come divinità, e grandi compagnie di ogni tipo e frotte di turisti non vedono l'ora di investire il loro tempo e il loro denaro in squadre che hanno tra le loro schiere tali atleti. E così che un modestissimo investimento di 3 milioni di euro per portare dalla Reggina al Celtic Glasgow un certo Shunsuke Nakamura (che in Italia non ha comunque sfigurato, collezionando 80 presenze e 11 reti) viene quasi del tutto ripagato da sponsorizzazioni, vendita di magliette e gadgettistica in Giappone. Certo, se poi Nakamura si riscopre uno dei 3 migliori battitori di punizione al mondo e sigla un importantissimo gol al Manchester United che permette al Celtic di passare il turno di Champions incassando la bellezza di 18 milioni di euro...


Shunsuke Nakamura
tira un calcio di punizione

Non dimentichiamo poi il capostipite di tutti i giocatori giapponesi in Europa, il mitologico (e ancora in attività!) Kazuyoshi Miura, ingaggiato a metà anni '90 dal Genoa dell'attuale presidente del Livorno Aldo Spinelli. Miura arrivò in prestito gratuito dal Verdy Kawasaki, con l'ingaggio completamente coperto dagli sponsor nipponici, che siglarono pure un ricco contratto che fece entrare nelle casse del Geona la bellezza di 4 miliardi e mezzo di lire. Insomma, il primo caso al mondo di una squadra pagata per far giocare un attaccante di talento, capace di segnare nel derby della lanterna un formidabile gol. Miura non si ripeterà più in Italia, a causa di un pesantissimo infortunio al volto infertogli da Franco Baresi. Una lunga degenza e poi il ritorno in Giappone concluderanno la sua parentesi italiana, ma non europea: Miura collezionerà 12 presenze nel Croazia Zagabria nel 1999.


Kazu Miura con la
maglia del Genoa

Ma il teorema Giappone vale anche per i cosiddetti calibri minori, non solo per le leggende del calcio giapponese. L'allenatore del Torino potrà non essere convinto delle qualità del suo giocatore Masashi Oguro, ma le statistiche testimoniano come i giocatori giapponesi che militano nella serie A non sfigurano se paragonati ai loro compagni di altre nazionalità: come ad esempio Takayuki Morimoto, un gol in soli 76 minuti giocati (una media più altra, tanto per dire, di Ronaldo) e una media voto (dati Gazzetta dello Sport) che lo piazza all'ottavo posto tra i migliori attaccanti della serie A: cinque presenze e diciotto anni, il giocatore del Catania ha sicuramente un futuro radioso. E anche Mitsuo Ogasawara, centrocampista del Messina, ha collezionato cifre di tutto rispetto: un gol in appena sei presenze. Alla faccia di investimenti ben più pesanti (e talvolta molto più infruttuosi) come Ricardo Oliveira, o infornunati cronici come Cristian Vieri.

Certo, i giapponesi in Italia rivendicano più spazio e maggior considerazione. Altrimenti il rischio è quello di farli scappare verso altri campionati, dove (vedi Nakamura) sbocceranno come fuoriclasse dando il meglio di sè, lasciandoci con l'amaro in bocca. Fino al prossimo bidone brasiliano, si intende.