Il Bar dello Sport
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mercoledì 14 novembre 2007

Perchè calcio è...

Stamattina stavo pensando a quanto il calcio stesse attraversando un momento delicato, e come fosse il caso, anche nel nostro piccolo, di dare un contributo positivo alla causa di questo splendido gioco. Dovremmo cercare di mostrare le cose belle di questo sport, le cose che ce lo hanno fatto amare e che mai permetterebbero un disamoramento. Come potremmo fare? Semplicemente cercando di mostrare del calcio il lato più bello, più spettacolare , più giocoso e più gioioso. Allora ecco una carrellata di immagini, ciascuna accompagnata da un coinciso ma significativo motto, ad imprimere per bene nella memoria di ogni lettore i motivi per i quali il calcio nei nostri pensieri vien subito dopo la figa.

'nuff said.



Perché calcio è bello.



Perché calcio è sorriso.



Perché calcio è amore.



Perché calcio è questione di centimetri.



Perché calcio è divertimento.



Perché calcio è eleganza.



Perché calcio è aiutare il prossimo.



Perché calcio è fare buon viso a cattivo gioco.



Perché calcio è fare gruppo.



Perché calcio è libertà.



Perché calcio è sfida.



Perché calcio è un'orgia di emozioni.



Perché calcio è natura.



Perché calcio è calcio.




Perché calcio è aiutarsi.



Perché calcio è sensualità.



Perché calcio è amore tra i popoli.


Perché calcio è geometria.



Perché calcio è intimità.



Perché calcio è leggiadria.



Perché calcio è tifoserie aperte al confronto.



Perché calcio è darsi una mano.


Perché calcio è scoprire nuove posizioni.


Perché calcio è onestà.


Perché calcio è avere interessi comuni.


Perché calcio è sudore.


Perché calcio è scoprire se stessi.


Perché calcio è anima.



Perché calcio è passione.


Perché calcio è Chuck Norris.

domenica 16 settembre 2007

Il punto sulla B



Giornata loffia e che fa venire una gran sonno: pochi gol e tanti sbadigli.
Un Albinoleffe di gran lusso va a vincere nel campo di quella che fino ad ora era considerata una squadra in forma, il Ravenna: buon segno; società serie (tutte e due, sia l'Albino che il Leffe), che inoltre hanno trovato un bell'attacco.
Il Brescia va a Pisa a tirare tre noci: bella dimostrazione di forza, che mi sorprende, perchè a me sembra che, Possanzini a parte, là davanti manchi qualcosa.
Il Rimini rimedia la partita con il Treviso, mentre un Bologna triste e tristo va ad Avellino a prendere una randellata nel coppino che li fa tornare ingobbiti a casa.
Speriamo che non sia la solita squadra di bon da gninta.


Poi bona lè, si può tirare una riga.
Le altre squadre (Chievo, Lecce, Mantova) si accontentano di un punto e dicono che può bastare.

In coda un'altra scoppola per lo Spezia: se va avanti così c'è da cagarsi addosso per gli spezzini.

mercoledì 5 settembre 2007

NIENTE SESSO, SIAMO CALCIATORI!!

SESSO E CALCIO

(LA RUBRICA DEL DOTT.KERR)



Sembra sempre più attuale il dibattito che intreccia pericolosamente i due poli attrattivi più importanti per l’uomo, portando a scontri interpretativi tra diverse scuole di pensiero: il sesso fa bene al calcio?
Storicamente ci sono sempre stati dei punti fermi abbastanza fissi, ovvero che prima della partita il sesso fosse da escludere a priori, da cui una delle funzioni principali del ritiro pre-match. O almeno così in Italia e in qualche altro paese. In Inghilterra ad esempio non esiste questa regola, perché i match giocati in casa o nelle vicinanze non sono accompagnati dal ritiro, per cui ogni giocatore può tranquillamente passare la sera prima della partita in casa con la propria famiglia e raggiungere con la propria borsa la squadra allo stadio il giorno stesso. Al di là di considerazioni ipocrite e cherubine dei pedatori casalinghi(“approfitto per giocare con i miei figli” “guardo la tv e a letto presto” “mi diletto nel punto e croce”), è noto che molti giocatori ammettano senza dubbi di sorta che non solo fanno sesso con la propria partner, ma che addirittura questa pratica sia indispensabile per raggiungere uno stato psico-emotivo perfetto per affrontare il match. Tra i sostenitori più agguerriti di questa attitudine, c’è il tulipano nero Ruud Gullit o Psycho Roy Keane, ma anche numerosi altri giocatori anche meno famosi, come si legge tranquillamente dalle loro biografie, numerosissime nel regno unito, mentre nel nostro paese, oltre ad una riluttanza editoriale, vige stranamente anche un certo silenzio sull’argomento.
La tendenza globalizzante che vede il calciatore accoppiato alla starlette di turno(è misurabile anche dalla tendenza alle meches, come sostiene il mio esimio collega Eric), vede sempre più associabile le colpe di performance scadenti del giocatore alla partner del momento; anzi esiste pure una scienza pseudo-esatta, almeno nei conciliaboli del lunedì mattina nei bar, che misura il tasso di sesso dispendi-energie con la popolarità della valletta/velina: quanti di noi ha addotto in passato anche recentissimo un calo di forma di un giocatore come colpa della fidanzata televisiva?
La prima differenza però che si coglie attraverso un’indagine trasversale è che nel passato tali discussioni fossero appannaggio esclusivo dei giocatori più talentuosi e fuori dagli schemi, come i compianti George Best e Gigi Meroni (la grande farfalla granata per i neofiti) oppure di Eder, noto marpione finito addirittura accoltellato dal marito di una delle sue prede, o del solito Maradona, ma anche di Falcao o dell’abatino Rivera, tanto per citare anche due all’apparenza più “regolari”.
Oggi, a parte i soliti nomi Vieri e Beckham, troviamo un’infinita pletora di giocatori e veline che si accoppiano, preferibilmente in discoteca, dando inizio spesso, almeno secondo le sopraccitate chiacchere da bar semi-scientifiche, ad una parabola discendente di lui e un’ascendente di lei, almeno in quell’abitudine monocausale di attribuire la broccaggine di lui esclusivamente agli scosciamenti della prezzemolina mediatica, come se un Bombardini qualunque sarebbe potuto arrivare in nazionale se non avesse avuto tutte quelle femmine attorno(n.d.r. ho citato Bombardini non tanto per recente livore calcistico, ma in quanto giocatore con più collezione di femmine famose, dato certo).
Questo per quanto riguarda il versante più culturale del busillis.

Addentrandoci di più nei motivi biologico-naturali, è possibile affermare senza dubbi che il sesso FACCIA BENE: essendo un’attività fisiologica, escluderla sembrerebbe essere addirittura controproducente per il normale corso psico-fisico dell’uomo.Sul dispendio di energie dipende molto dai soggetti coinvolti, ma il range si attesta dalle 250 fino alle 500 calorie di consumo a rapporto, quindi una quantità facilmente recuperabile nell’arco di una giornata o anche meno.
Quindi il divieto sessuale di alcuni allenatori/preparatori dev’essere collegato più certamente a fattori di tipo psicologico, ovvero quello che può essere una distrazione per il calciatore invece che uno sfogo naturale, considerando più che altro le scappatelle e le avventure occasionali, in quanto è altresì provato che fare sesso con la propria partner abituale riduca nell’uomo(si parla di percentuali alte) l’ansia da prestazione e faccia vivere il match con una propensione ottimale.

In attesa di altri approfondimenti sulla questione o anche di testimonianze personali(io stesso mi ricordo un pomeriggio estivo di sesso e una tripletta serale al torneo rionale, anche se uscii tra i crampi), vi lascerei anche con un’altra domanda: e invece il calcio fa bene al sesso?

Au revoir.

Dott.Kerr

sabato 1 settembre 2007

Punizione diretta #2 Fellatio nerazzurre, e Ibra figa di legno

Un'Inter in versione fellatio, vogliosa ma sulle ginocchia, vince ad Empoli, portandosi prima in classifica, e di fatto mettendo una seria ipoteca su questo scudetto.

Mancini, in serata necrofila, pensa bene di schierare la salma di Cambiasso, e riesuma dalla bara il fantasma di Cesar, tanto ci pensa Ibrahimovic. Con un atteggiamento da provinciale i nerazzurri giocano con umiltà e pazienza, tant'è che alla fine Stankovic chiederà di fare scambio di maglia con Buscè.

Con la fascia destra sbarrata da Zanetti ma senza guizzi in avanti, un Cambiasso a centrocampo inguardabile, e uno Stankovic versione mamma apprensiva di Vannucchi (preoccupatissimo di vederlo partire), le sole azioni in avanti sono gestite da Cesar, primo esempio di giocatore con contratto interinale. Ma fortunatamente Ibrahimovic è in serata di grazia, e ogni volta che retrocede è una delizia: di fatto l'unica differenza questa sera tra Inter ed Empoli, a parte le parate di Toldo (decisive), è stata nei centravanti: lo sfavillante svedese dalla fedina penale sporca per i nerazzurri, e il baby Pozzi, timido e pallido clone della sorella per l'Empoli.

Pronti e via, e in una delle rare sortite in avanti di un Maicon anche questa sera stile verginello (timoroso di spingere), parte uno strano cross dalla trequarti che Ibra capitalizza bruciando Raggi e facendo passare la palla sotto le gambe a Balli. Sembrerebbe tutto facile per quest'Inter cinica e abituata a gestire, ma la condizione fisica di questo inizio campionato rende difficile pure difendere il risultato. I nerazzurri di fatto spariscono dal campo, tranne per qualche raro spunto da fuori di Suazo (anche questa sera non troppo convincente) e le solite perle del solito Ibra.

Toldo comunque compie parate decisive, e mette in cassaforte un risultato che pare francamente penalizzante per gli empolesi. Cazzi loro.

Nel finale, dopo la solita sofferenza stile Simoni, arriva però la doppietta personale per Ibrahimovic, vero mattatore, con Toldo, della serata: è trionfo, ed ormai l'unica formalità pare essere aspettare la prossima Supercoppa Italiana con la Roma.

Toldo: 7
Il voto è alto perché è decisivo ai fini del risultato. Ma non trasmette troppa sicurezza, e ti fa sentire un papà all'antica di una figlia vacca: ogni volta che deve uscire c'è da preoccuparsi.

Maicon: 5.5
L'assist per il gol di Ibra, ok. Ma se andava bene un terzino timoroso allora si poteva schierare pure don Abbondio.

Cordoba: 6
In acrobazia ha la grazia e il fisico di Nadia Comaneci.

Samuel: 6.5
Dietro non fa rimpiangere Materazzi. Ma sui rilanci e nella pericolosità su piazzato l'italiano è ben altra cosa.

Maxwell: 6
Meglio di Maicon, tenta di ripetere lo slalom dell'anno scorso ad Empoli, ma la sua rimane una prestazione mediocre.

Chivu: 6
Elegante e bello da vedere come un top model senza vagina, ma altrettanto inutile.

Zanetti: 6
Chiude le incursioni dell'Empoli dalla destra, ma non sale mai in avanti a crossare. Tra lui e Maicon, di fatto una fascia destra zoppa.

Stankovic: 6
Niente potenza e classe dietro le punte: questa è una serata da calcioni a centrocampo, con umiltà e devozione.

Cambiasso: 4.5
Le ragazze che sono così in ritardo in genere vengono chiamate "mamme".

Cesar: 6.5
Buona volontà, alcuni spunti pregevoli, l'assist per il raddoppio. Non male per un ex calciatore.

Dacourt: s.v.
Entra per la passerella finale scudetto.

Suazo: 5.5
Un bel tiro da fuori, un diagonale vagamente pericoloso, ma se questo Suazo vale quindici milioni, Ibrahimovic equivale al PIL della Svizzera.

Figo: 5.5
Perde tre palloni in maniera banale ed irritante. Un tiro centrale e telefonatissimo. Ma a lui io perdonarei anche la zoofilia.

Ibrahimovic: 7.5
In serata figa di legno: non la fa nemmeno vedere agli empolesi.

Mancini: 5
La partita la vincono Ibra e Toldo. E Cambiasso tenuto in campo fino alla fine grida vendetta.

domenica 26 agosto 2007

Punizione diretta #1

Prima partita della stagione per i campioni d'Italia, bloccati in casa da un brutto pareggio con il Chievo. Un match dai ritmi davvero blandi e faticosi, da partita del cuore, e di fatto all'Inter mancano in attacco la vivacità di Ramazzotti e a centrocampo le idee e il fosforo di Gianni Morandi.

La squadra nerazzurra dura di fatto un solo tempo, in cui però gioca discretamente, più che per meriti suoi, per una timidezza congenita nei giovani giocatori del Sochaux. Di cui però si sbarazzano presto, dopo le esperienze del primo bacio, delle vacanze senza genitori, e violando più volte il coprifuoco alle undici.

Sull'uno a zero la partita sembra tutto sommato chiusa, con un gol di Stankovic propiziato da un discontinuo Ibrahimovic (che in quanto testimonial di Mediaset Premium ci sta sul culo), e l'inesperienza giovanile del Modena sembra fare pari con la condizione fisica maradoniana dei giocatori di Mancini. Ma giustamente Julio Cesar, fino ad allora migliore in campo con due ottime parate, pensa bene di fare una simpatica cappella. Espulsione, ed inizio di una sofferenza tipo Calvario, come non si vedeva dai tempi di Simoni.

Ma bisogna aspettare l'epilogo della partita per il gol del Verona, che di fatto sancisce un pareggio tutto sommato giusto. Quest'anno ci sarà da soffrire.


Julio Cesar: 5
Due parate spettacolari che lo incoronano miglior giocatore, per poi combinare una ingenuità colossale che lo condanna. Come avere l'esperienza sessuale più appagante della tua vita, e mettere incinta la partner al contempo.

Maicon: 5
La persona ideale da avere dietro in coda in banca: non spinge mai.

Cordoba: 5
Esempio più unico che raro di stopper nano, soffre la mancanza di una donna barbuta e di un mangiatore di spade albino per completare un circo di freak.

Samuel: 6
Non fa rimpiangere Materazzi. Specie alla sorella di Zidane.

Maxwell: 5.5
Finisce presto la benzina. In mezzo al deserto.

Stankovic: 6.5
Cuore e gol. La precisione ha da venire.

Dacourt: 5
Fa cagare.

Chivu: 5.5
Così lento e compassato da conciliare il sonno.

J. Zanetti: 5.5
Gioca una delle partite peggiori della sua carriera e prende cinque e mezzo. Ma quando gioca al meglio è da sei e mezzo al massimo.

Figo: 6
L'ardore di un tempo c'è tutto. La classe è intatta. Ma il film Cocoon in fondo era solo fantascienza.

Suazo: 5
Ricorda Camilla Parker Bowles: impalpabile.

Cruz: 5
Così sterile che se volesse dei figli dovrebbe adottarli.

Ibrahimovic: 6
Sembra una puntata di My Name Is Earl: un paio di trovate geniali in mezzo a un sacco di stronzate.

All. Mancini: 5.5
Il Villareal si riconferma la sua bestia nera.