Il Bar dello Sport
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lunedì 16 febbraio 2009

martedì 3 febbraio 2009

Ci mancherai!



1 settembre 2008

«Sono felice di essere arrivato qui». Ecco le prime parole di Ricardo Quaresma da giocatore dell'Inter. Giornata intensa per il portoghese, tra visite mediche e la firma sul contratto che lo legherà ai campioni d'Italia per i prossimi 5 anni. Poi davanti alle telecamere di Inter Channel i buoni propositi: «Voglio lavorare tanto per aiutare l'Inter a vincere titoli», dice il neoacquisto nerazzurro.


24 ottobre 2008

Ricardo Quaresma, dopo un inizio di campionato sicuramente non brillantissimo, si dichiara comunque sicuro dei propri mezzi e anzi rilancia: "Un giorno potrò puntare anche al Pallone d'Oro - precisa - mentre quest'anno è giusto che lo vinca Cristiano Ronaldo". Quaresma, poi, in un'intervista concessa a Mediaset Premium 24, prosegue: "Mourinho mi conosce benissimo e sa che presto comincerò a giocare il mio calcio; solo ora sto crescendo di condizione. Farò grandi cose e dimenticherò gli ultimi mesi con il Porto".


1 febbraio 2009




3 febbraio 2009

Si è concluso pochi minuti fa, con l'ultimo scambio di fax, l'operazione che il Chelsea ha impostato nella notte, chiedendo all'Inter Andrade Quaresma Bernardo Ricardo. L'esterno offensivo portoghese è stato ceduto con la formula del prestito semplice.
Nella foto, il mezzo che ha portato Quaresma oltre la manica, destinazione Londra.


Torna presto, campione!

domenica 9 marzo 2008

Intercentus!


Oggi festeggiamo i primi 100 anni di trionfi della beneamata, il vanto di Milano, la squadra senza macchia e senza vergogne, l'Internazionale Milano.

Il suo presidente Massimo "santo subito" Moratti, nella festa di ieri sera a San Siro, ha presentato i campioni che hanno fatto la storia del calcio, giocatori che hanno unito negli applausi e nell'ammirazione i tifosi di tutte le squadre, vogliamo ricordarne alcuni:


Darko Pancev


















Vampeta



Vratislav Gresko



Come poi dimenticare i motivi per i quali "L'Inter nel mondo è da sempre considerata la squadra di prestigio di Milano", esempi come l'accurata gestione di Recoba:





O le grandi vittorie nazionali:




E quelle internazionali:




Ma soprattutto l'eleganza, la signorilità e lo stile con i quali hanno sempre accettate le rarissime sconfitte:









Grazie Inter, ti auguriamo altri 100 di questi anni!


martedì 22 gennaio 2008

E' JuvInter!

Ecco le nuove maglie dell'Inter:




mercoledì 7 novembre 2007

Perché i nerazzurri non possono dormire sonni tranquilli...


Dopo l'opaca prestazione dei dopolavoristi portuali bianconeri nel derby d'Italia e considerando la "romità" della compagine di Spalletti, nonché l'inesperienza della Fiorentina, tutta la nazione volge lo sguardo verso l'unica squadra capace di impensierire l'apparentemente scontato tris della beneamata: ebbene sì, il Milan.

Capisco i vostri sorrisini e il generale scetticismo, visto il distacco già raggiunto dalla vetta, ma non dimentichiamoci che mancano entrambi gli scontri diretti e sappiamo come i valorosi rossoneri sappiano dare tutto nel dentro o fuori (vedi i derby 2006/2007, sfuggiti agli uomini di Ancellotti per un nonnulla).

Analizziamo la rosa del Milan e mettiamola a confronto con la tanto strombazzata abbondanza dell'Inter, anche alla luce della sfavillante e schiacciante vittoria di iersera sullo Sciatica Donezk, squadra imbattuta nel girone prima di incontrare gli invinciBilan.

Dida: ampiamente recuperato! Sul 3-0 salva 6 volte il risultato. Finalmente decisivo e riappacificato coi tifosi. Sky's the limit! Improponibile il paragone con Giuliocesare.


Maldini: capitan coraggio! Finalmente di nuovo in campo il difensore più forte di tutti i tempi. La sua sola presenza ringalluzzisce Kalazze, Favalli, Bonera e i campioni del mondo Nesta, Sergignogalvaruso e il pendolino Cafù. L'Inter risponde con l'infortunato killer Materazzi, gli isterici Samuel e Burdisso, il nano faloppa Ivan Basso Ramirez Cordobes, l'impalpabile Gresko Maxwell, l'interinale Cesar Palas Hotel (ha meno stanze, ma è più immobile) e Maicon. Certo, il ritiro di Costacurta e Baresi sembrava favorire i bauscia, ma il campo dimostra che i rossoneri sono ancora lì, vivi, a fare scuola!


Centrocampo milanista da Drim Tim (in c*lo a St****etti Provera e Guido Rossi): gli infiniti Pirlow, Kakà, Sedorf, Gattuso, Ambroeus Eenie... Neanche i Lakers degli anni 80 potevano di più! Dall'altra parte, invece, abbiamo gli acciacchi dei veterani dei Boston Celtics, ormai 60enni: Vierà non finisce una stagione dai tempi dell'Arse-Anal (quest'anno non l'ha nemmeno cominciata), lo scarto romano Dacourt gioca coi cerotti, Figo deve solo ringraziare Klaus Dibiasi Nevdev che ne ha preservato il ricordo, Sansone Cambiasso ha le pile scariche, Stankovic è infortunato, gli altri fanno quello che possono. Certo, il Mancio che schiera Burdisso centrocampista non è un bel segnale.

Ma i veri dolori vengono dal reparto offensivo: Cruz, Crespo e Suazo non ne fanno uno buono, tanto da essere alternati nel ruolo di compare del già spento Ibra. Su Adriano stendiamo un velo pietoso (e pensare che per lui abbiamo rinunciato a Bobone... ), per fortuna almeno ci siamo liberati di Recoba, già assuefatto alla cura Novellino e di già redimorto. Sull'altro versante, attacco rossonero da Brian de Cardiopalma: al redivivo ariete mesciato Gilardino, si affianca il Gerd Muller degli anni 90, il Butraghegno del 2000, il Benito Veleno Lorenzi della bassa Padana, sua maestà Superpippo Inzaghi! Ora che ha ritrovato le nocciuoline, so' cazzi per tutti.

E, per favore, non fatemi pensare a gennaio, quando in organico milanello ci saranno Pathos, Portos, Ronaldos e d'Artagnan!

Mylady Moratti, Richelieu Provera, Mazzarinoriali... aiutateci voi!!! Le truppe del Re Sola ci stanno accerchiando!!!

venerdì 19 ottobre 2007

Ogni Benedetta Domenica


Domenica primo ottobre 1961. Sarebbe potuta essere una delle tante che un ragazzino di 15 anni passava in casa accanto alla radio in attesa di “ Tutto il calcio minuto per minuto” una nuova trasmissione che trasmetteva in diretta i secondi tempi delle partite (sì, avete letto bene: solo i secondi tempi). Le immagini sarebbero arrivate solo dieci anni dopo, con l’avvento di “Novantesimo Minuto”.

Ma quella domenica sarebbe stata diversa, perché il papà di un ragazzino della compagnia era riuscito a trovare quattro ridotti per il Derby di Milano. La notizia ci era arrivata il venerdì sera attraverso un giro di telefonate (giro abbastanza lungo per la difficoltà di trovare la linea libera, in quanto il 90% degli utenti aveva il “il duplex” cioé la linea condivisa con un altro nucleo familiare, altro che sms). L’eccitazione era quindi al massimo. Appuntamento davanti al bar per le 10. Si partiva alle 10 perché in un’oretta (abitavamo in zona Sempione) saremmo arrivati a San Siro. Tre milanisti e un interista molto benvoluto dalla compagnia - anche perché era suo padre in genere a trovare i biglietti - tutti rigorosamente con il sacchettino per la colazione, contente di solito un paio di panini col prosciutto avvolti nella carta oleata. L’acqua l’avremmo presa davanti al “Lido”, la piscina di Piazzale Lotto, al solito baracchino che vendeva bibite e gelati d’estate (con 10 lire avevi un cono gigante) e caldarroste d’inverno. Anche l’abbigliamento era sempre lo stesso: jeans rigorosamente risvoltati all’esterno, camicia o golfino, giubbino o soprabito, le scarpe rigorosamente classiche quasi sempre stringate. Già, perché allora le “scarpe da ginnastica“ servivano esclusivamente per fare ginnastica. Certo, d’estate magari avrebbe fatto un po’ ridere, secondo i canoni odierni, vedere uno con i pantaloni corti, le calze e le scarpe stringate , ma “Fantocci” (il primo nome di Fantozzi) sarebbe arrivato solo nel 1968. Nessuna maglietta, neanche taroccata, della squadra, perché erano rarissimi i tifosi con la maglia: gli adulti in genere andavano a San Siro come andavano in ufficio, con camicia e cravatta, anche perché il merchandising non era neanche stato pensato, all’epoca.

Di solito lungo la strada si pensava e discuteva della formazione più che del modulo di gioco. Le squadre giocavano con due terzini, un libero, due mediani, due ali, due mezze ali e un centravanti, (che oggi sarebbe stato un 1-4-4-1, o magari per i più esigenti un 1-2-2-4-1) e perlomeno in Italia rigorosamente a uomo. Ovviamente ci aspettavamo i soliti titolari inamovibili: Ghezzi, Maldini, Trapattoni, Radice, Rivera, Altafini per il Milan; Buffon, Bolchi, Bicicli, Guarneri, Hitchens,Mazzola, Suarez per l’Inter , ma non era tutto così scontato anche perché gli undici che sarebbero scesi in campo, poi, quelli sarebbero rimasti, perchè non si potevano fare sostituzioni (La Fifa iniziò a permettere due sostituzioni solo dai mondiali di Mexico ‘70), anche se le rose erano già’ di 27, 28 giocatori, solo suddivisi un po’ diversamente da oggi. In genere erano tre portieri, sei difensori, nove centrocampisti e otto/nove attaccanti, anche se fra questi erano comprese le ali. E se qualcuno si infortunava? Nessun problema: lo si metteva all’ala sinistra… Chissà per quale strano motivo.

Cammina, cammina si arrivava in piazzale Lotto, da li per viale Caprilli in 7/8 minuti saremmo stati allo stadio. C’era sempre un sacco di gente che arrivava a piedi o coi tram 59 o 24 (quello che oggi è il 16), che viaggiavano sempre con la porta posteriore aperta e la gente appesa fuori perché non è che ce ne fossero molti. Anche il traffico di automobili cominciava però ad essere abbastanza intenso, perché comunque eravamo in pieno “Boom Economico”. Devo dire che ci faceva sempre un certo effetto trovarci a tu per tu con San Siro, anche senza il terzo anello era davvero imponente con i suoi 85.000 posti .Qualche anno prima erano addirittura 100.000, poi avevano fatto l’impianto d’illuminazione e messo i seggiolini in tribuna centrale e la capienza si era abbassata. I tifosi cominciavano già ad arrivare anche se mancavano ancora circa tre ore all’inizio della partita: del resto, non avendo il posto assegnato chi prima arrivava si metteva nelle posizioni migliori. A volte, sgattaiolando in mezzo alla gente, invece che nei “popolari”, ci intrufolavamo nel “parterre”, uno spazio subito sotto la tribuna centrale dove si stava rigorosamente in piedi. Se eri fortunato, da lì potevi arrivare fino al muretto di sostegno della cancellata che recintava il campo, così non vedevi la partita ma vedevi bene i tuoi beniamini. Ma quella domenica non ci provammo nemmeno: il derby ci piaceva vederlo dall’alto.



Appena varcati i cancelli, correvamo come matti su per le rampe in mezzo ad altri cento ragazzini urlanti. Dopo aver cambiato almeno quattro o cinque volte il posto per scegliere la posizione migliore finalmente ci si sedeva, e si aprivano i sacchetti della colazione. Il tempo passava velocemente perché c’era anche lo spettacolo nello spettacolo. Proprio perché la gente arrivava con largo anticipo, quasi sempre c’era una partita tra i “pulcini“ delle due squadre, quindi in quel caso un derby nel derby. Poi come oggi c’era il sopralluogo dei giocatori, con la differenza che qualcuno entrava in campo con la sigaretta in bocca. I fotografi (non c’erano certo i teleobbiettivi di oggi ) si disponevano dietro le linee di fondo, ma il bello era che in certe azioni di gioco a volte entravano addirittura in campo per fotografare meglio.

E finalmente ecco i nostri eroi : nomi scanditi dall’altoparlante e scritti sul tabellone elettronico (inaugurato nel ‘ 57) ormai ci siamo, pensammo, ma quel giorno le sorprese non erano finite. Prima del calcio d’inizio ci fu un minuto di silenzio, non ricordo per quale motivo: lo stadio ammutolì e proprio nel momento clou una voce anonima gridò “arbitro serpente! “ . Avesse detto cornuto, venduto, ma serpente! Ovviamente noi ragazzini scoppiammo a ridere, non ce lo aspettavamo e fummo subito redarguiti dagli adulti attorno a noi che ovviamente ci zittirono. Se fosse successo oggi, immagino il coro di ma vaffa… Che si sarebbe levato. E finalmente il calcio d’inizio. Risultato finale: 3 a 1 per il Milan. 18° Pivatelli, 53° Greaves, 69° Suarez, 87° Conti.

Il tempo per il rientro passava in un lampo, soprattutto se si vinceva come quel giorno. Appena si arrivava in vista della nostra casa (allora la parola condominio non era molto usata) mi ricordo che dietro i vetri delle finestre che davano sulla strada si vedevano apparire e scomparire le varie mamme, che avendo calcolato il tempo del nostro ritorno controllavano se eravamo in arrivo (la vita senza cellulari non era poi male). Infine, soprattutto se la giornata era bella, prima di rientrare per la cena ci avanzava il tempo per una partita 2 contro 2 a “tombinella” : bastavano un tappino della coca e un tombino di quelli messi in verticale fra marciapiede e strada … Tanto quante macchine potevano passare in una via laterale in una domenica del 1961?

Considerando che non c’era la moviola, pochissime immagini, nessuna trasmissione televisiva a parte la domenica sportiva - ancora come notiziario senza presentatore e, soprattutto, senza Biscardi… Se il Forum del Bar dello Sport fosse già stato attivo… Di cosa avremmo parlato?? Mah!

martedì 2 ottobre 2007

Punizione diretta #6 Il segreto di Chivu e l'eiaculazione precoce di Suazo

Primi tre punti Champions per l'Inter, che a San Siro accoglie un PSV allenato da Barney Rubble, il vicino di casa dei Flintstones.

Mancini, viste le assenze, ha la squadra obbligata: Chivu a fare coppia con Samuel dietro, e centrocampo con Solari e Figo sugli esterni, Cambiasso davanti alla difesa, e uno Stankovic in mezzo in piena crisi d'identità. Davanti, a fare coppia con Ibrahimovic, c'è Crespo, con Cruz e Suazo in panchina, e Adriano nemmeno iscritto alle liste Champions, in culo alla crisi attaccanti del Milan.

Basta poco all'Inter per portarsi al doppio vantaggio: e questo poco è Ibrahimovic, che prima si guadagna un rigore per uno schienamento da wrestling in area, e poi insacca di testa con un pallonetto un cross di Figo che voleva essere un rimettere la palla in mezzo: il gol è talmente bello, seppur probabilmente involontario, da fare esultare il pregiudicato svedese con una corsa matta tipo cavallo dopato. Il tempo di riuscire a calmarlo, ed è già la ripresa.

Il PSV riparte bene: per quindici minuti buoni l'Inter viene schiacciata nella sua area, pur senza che gli olandesi siano particolarmente pericolosi. Ma ecco l'episodio centrale della partita: Chivu viene espulso per doppia ammonizione, nerazzurri in dieci, che però senza la presenza del centrale rumeno, si compattano e impediscono ogni ulteriore offensiva agli olandesi.

Vittoria, ritorno al gol europeo per il pregiudicato, e maggiore ottimismo nei confronti del futuro.


Julio Cesar: 6.5
Pronto per il BDSM: non teme più le punizioni.

Zanetti: 6.5
Chiude con attenzione ed efficacia la fascia.

Samuel: 6.5
Sostituisce così bene Materazzi che nemmeno la sorella di Zidane si accorgerà della differenza.

Chivu: 6
L'Eva Robins del calcio: un fallo di troppo per essere perfetto.

Maxwell: 6
Sale con continuità e non rischia troppo dietro.

Figo: 6.5
Intermittente, cala parecchio nella ripresa, ma genera il cross da cui nasce il due a zero.

Cambiasso: 6.5
A centrocampo è solido, e finisce la partita come difensore centrale.

Stankovic: 5
Gioca come il Papa: non la vede mai.

Solari: 5
Per trovare la posizione in campo gli serviva un GPS.

Bolzoni: 6
La masturbazione nel calcio: in assenza di altro, ci si accontenta.

Crespo: 5.5
Volenteroso e volitivo, ma non spaventa mai il PSV.

Suazo: 6.5
Fa comprendere ai difensori olandesi la paura femminile dell'eiaculatio precox: entra e li spaventa subito con la sua velocità.

Ibrahimovic: 7
Potrebbe farci godere di più solo se avesse una vagina.

mercoledì 26 settembre 2007

Punizione diretta #5 Le tette di Figo e il pene di Ibrahimovic

A San Siro si rivede finalmente un'Inter corsara e sicura dei propri mezzi. Il pregiudicato serbo svedese Ibrahimovic e il divino Figo guidano la squadra nerazzurra a una netta vittoria per tre a zero che li riporta primi in classifica, in attesa del big match di sabato con la Roma.

Comunque, nonostante la grande prestazione degli interisti, le scelte di Mazzarri non convincono, soprattutto quella di lasciare in panchina il migliore attaccante doriano: Roberto Mancini.

La partita de facto dura solo una ventina di minuti, in cui i blucerchiati sembrano tenere bene il campo, l'Inter in affanno, e il pregiudicato si diverte a mostrare numeri da brocco. Ma pare essere tutta una finta, e con la spocchia di un quindicenne che impenna in Booster fuori dall'oratorio, al ventitreesimo, su passaggio del divino Figo e velo di Crespo, Ibrahimovic si trova solo di fronte a Mirante, che può solo mirare l'incrociata di sinistro dell'attaccante nerazzurro.

La Samp accusa il colpo, e presa sicurezza dal gol, l'Inter inizia ad imbastire pure un certo gioco, forse non arioso e bello da vedere come quello romanista, ma di sicuro meno burino.

Zanetti, schierato terzino destro per l'estradizione per crimini contro l'umanità di Maicon, è a tratti inarrestabile; il divino Figo è in una di quelle belle serate in cui il tempo per lui non pare mai essere passato; Samuel è un gigante; e la coppia di pelati di centrocampo, Dacourt e Cambiasso, dirige le operazione con sicurezza e determinazione. Ma su tutti svetta il pregiudicato svedese.

All'inizio della ripresa infatti, dopo aver mostrato già altre pregevoli giocate, Ibrahimovic si inventa un gol che è un concentrato di tutto il suo calcio: tecnica, forza fisica, potenza, velocità di esecuzione, e una faccia da culo terrificante: è il due a zero, e la partita cala il sipario.

C'è giusto il tempo per vedere il tre a zero del divino Figo, liberato da un passaggio di Crespo, e la partita assume i contorni di un'amichevole, con Mazzarri che concede una ventina di minuti a Cassano, e Mancini che invece azzarda la mossa di Pelé, indimenticato campione ritiratosi però dal calcio da tempo.

Ma non c'è più alcuna emozione particolare, solo accademia. Tre punti, primo posto conquistato, e ora la resa dei conti con la Roma.


Julio Cesar: senza voto
Gli attaccanti blucerchiati lo impensieriscono così poco, che volendo potrebbe pure togliersi i guantoni per scaccolarsi.

Javier Zanetti: 7.5
Ara la fascia destra travolgendo tutto quello che incontra.

Samuel: 7
Sicuro come il sesso con una donna in menopausa, ma decisamente più appaggante.

Cordoba: 6
Un quindicenne infoiato ad una festa in cui tutti si divertono: la cappella vuole cercare di piazzarla comunque. Per stavolta va comunque in bianco.

Maxwell: 6.5
Brasiliano, bravo nel dribbling, tecnico, offensivo, ma incerto e svagato in difesa. Se non fosse un terzino sinistro sarebbe davvero un rischio metterlo terzino sinistro.

Figo: 7.5
Potrebbe essere più bello da vedere giusto se avesse le tette.

Pelé: senza voto
Per avere quasi settant'anni li porta bene.

Dacourt: 6.5
Dirige con tale facilità il centrocampo, che potrebbe nel mentre della partita, girare lo spot dei Ringo Boys con Cambiasso.

Cambiasso: 7
Fa sembrare le comparse di 300 delle fighette senza nerbo.

Cesar: 6
La Monica Lewinsky del calcio: arrivato come stagista ha dovuto inghiottire bocconi amari, ma alla fine ha ottenuto il suo posto al sole.

Crespo: 6
Fa il minimo indispensabile, ma questo minimo è il velo per il primo gol del pregiudicato e l'assist per Figo.

Suazo: senza voto
Arriva quando la festa è già finita.

Ibrahimovic: 8
Lungo, grosso, inarrestabile: Rocco Siffredi è tornato, e gioca a calcio.

Adriano: senza voto
Gli mancano solo le mani sporche di Nutella per sembrare definitivamente l'amico ciccione che viene invitato alle feste solo perché impari ad integrarsi con gli altri.

mercoledì 19 settembre 2007

Punizione diretta #4 Nazim Hikmet special

Nel nome di Allah, clemente e misericordioso, io vi racconterò una storia. Perché Allah è l'unico vero dio, e Maometto il suo profeta.

Sappiate che il nostro racconto parte in una delle terre lontane chiamata Milano, abitate da infedeli, da dove giunse un'orda scomposta di invasori, che pensaron di far conquiste nella bella Istanbul, baciata dal mare, e dove dolce al calar del sole il canto dei mu'adhdhin si diffonde.

Vi eran tra essi dei feroci guerrieri, famosi nelle loro terre per la loro inaudita potenza in battaglia, e la totale mancanza di clemenza verso l'avversario. Guerrieri come il temibile Samuel, dagli occhi di ghiaccio e dal volto arcigno, o il prode Stankovic, aduso a mille battaglie, o ancora il feroce Ibrahimovic, conosciuto da tutti per l'eleganza con cui puniva il nemico. Grande era lo schieramento di forze che si apprestava a conquistare Istanbul, e gloriosa pareva essere la spedizione degli infedeli.

Ma Allah ama il suo popolo, e mai permetterebbe che fosse lasciato alla mercé degli invasori, e toccò quindi il cuore dei nemici dei suoi fedeli, e le loro gambe tremarono, la loro mente si annebbiò, e con grande scorno si arresero, e tornarono da dove erano venuti, imparando l'amara lezione nella maniera più dura.

Con grande gioia il popolo di Istanbul festeggio e lodò Allah per la vittoria che egli aveva concesso loro sui suoi nemici, a tal punto che per qualche giorno essi non pensarono manco a farsi saltare in aria nel tempo libero, tirandosi dietro qualche infedele.

Giuro su tutti i djinn del deserto, e la santa Ka'aba, e il panino al kebab che ho mangiato la settimana scorsa da quel negozio sotto casa ( eche sicuramente foraggia il terrorismo di matrice islamica), che questa è la mia storia, ed è vera.

Perché Allah è l'unico vero dio, e Maometto il suo profeta.


Julio Cesar: 7.5
La moltiplicazione dei pani e dei pesci mi aveva impressionato di meno.

J. Zanetti: 5.5
Si dimostra così timido che di sicuro non avrebbe limonato manco ad una festa delle medie.

Rivas: 6
Bene come marcatore, attento e molto fisico, ma tecnicamente è tra lo scarso e il disabile.

Samuel: 6
Duella con Kezman, cerca di salvare alla disperata, ma non è colpa sua se i centrocampisti non fanno filtro.

Maxwell: 4.5
Non ha giocato male, per uno con la labirintite.

Stankovic: 5
L'esperienza adolescenziale di farsi scoprire dalla mamma mentre ti tocchi: imbarazzante.

Dacourt: 5
Ricorda Mauro Repetto degli 883: non si capisce bene cosa cazzo sia lì a fare.

Jimenez: 5
Ruba due calci d'angolo a Figo. Via, brutta merda!

Cambiasso: 6
L'unico a centrocampo che tenta di fare filtro e di farsi vedere in appoggio in avanti. Tenta.

Solari: 4.5
Penalizzato eccessivamente dalla sua somiglianza con Drupi.

Figo: 6
Entra, cerca di mettere ordine, ma la squadra non riesce a seguirlo. Ma io ti voglio bene lo stesso.

Suazo: 5
Inizia bene, con un bello scatto al decimo del primo tempo in contropiede. Finisce bene, con un bello scatto al decimo del primo tempo in contropiede.

Ibrahimovic: 5
Oh, mettiamo in quarantena Adriano? Sarà mica contagioso?

Crespo: 7
Bel taglio di capelli.

Mancini: 4.5
E non piangere o tra un po' vedrai piangere anche me!

domenica 16 settembre 2007

Punizione diretta #3 Le gag di Adriano e la cappella di Julio Cesar

A San Siro, per una partita brutta e noiosa, scendono in campo Inter e Catania. I siciliani sono abbastanza impalpabili in avanti, e i nerazzurri sono compatti e concentrati, ma carenti ancora per quanto riguarda la condizione fisica (in particolare nei due centrocampisti centrali, Dacourt e il tenente Kojak). Il risultato è appunto un match senza frizzi e lazzi, e abbastanza spento, sia come gioco, che come intensità. Fortunatamente l'Imperatore Adriano decide di animare la festa, e dà vita a una serie di divertentissimi sketch in cui cade, scivola, inciampa su se stesso, per la gioia e il divertimento di tutti i bambini ciccioni del mondo.

Il tempo di alcune simpatiche risate, ed ecco che il brasiliano, con la collaborazione di Maicon, confeziona forse la scenetta più gustosa della giornata: il terzino cerca la sponda, il brasiliano finge di inciampare scatenando l'allegria generale, e mentre i difensori del Catania si stanno sbellicando, Maicon serve Crespo che insacca di sinistro.

Di fatto il Catania, vivo e lucido nei primi dieci minuti in cui impegna un paio di volte un attento Julio Cesar, si spegne qui.

L'Inter in compenso soffre molto la scarsa vena e condizione fisica della coppia di pelati di centrocampo, e cerca di andare avanti soprattutto grazie alle intuizioni individuali: le sgroppate sulla fascia di Cesar e Maicon, e i lampi di classe intermittenti di Figo. Ma di gioco neanche a parlarne.

Su tutti però si nota molto Adriano, che fa grande movimento, si propone con continuità, e scatena spesso e volentieri l'ilarità generale con dei buffi sketch in cui imita alla perfezione la goffaggine di Benny Hill.

Mancini decide poi di fare dei cambi per mettere al sicuro il risultato: fuori Crespo (che a parte il gol non ha praticamente mai partecipato alla manovra, nonostante Adriano gli avesse chiesto di fare la parte del nonnetto erotomane che accompagna sempre Benny Hill), dentro Ibrahimovic, che lima subito la sua intesa con l'Imperatore imbastendo pure lui una partita fatta di svarioni, gag esilaranti, e scivoloni irresistibili, e dando vita a un duo comico che non si vedeva dai tempi di Stanlio e Ollio.

In seguito il tecnico marchigiano sostituisce Stankovic per un Figo in debito d'ossigeno, che però la prende bene, e si limita a uscire dal campo con la faccia scura, prendendo a calci un cartellone, senza però fare vittime tra il pubblico; e finalmente pure l'inguardabile Dacourt, sostituito con Zanetti, più adatto e grintoso per chiudere la saracinesca.

C'è pure il tempo di raddoppiare: in una breve parentesi seria di Ibrahimovic, il pregiudicato svedese apre per Cesar, migliore in campo, che in contropiede infila il portiere catanese per il due a zero perentorio.

La partita non ha più niente da dire, e pure Julio Cesar si unisce all'ilarità generale imbastendo uno sketch in cui pure lui finge di inciamparsi sul pallone. Ma il risultato non è in discussione, e in fin dei conti a volte pure fare ridere i bambini è una bella cosa.


Julio Cesar: 5.5
Nella sua partita ha i tre elementi principali per conquistare una donna: sicurezza, decisione, e una bella cappella.

Maicon: 6.5
Un primo tempo ottimo, in cui spinge con frequenza e intensità. Nel secondo in compenso scende in campo in infradito.

Cordoba: 7
Ammutolisce Spinesi, che già di suo non è che avesse granché da dire.

Burdisso: 6.5
Non sbaglia praticamente nulla. Ma giocare contro nessuno forse gli ha reso il compito particolarmente facile.

Maxwell: 6
Il tecnico del Messina Atzori gli mette addosso Mascara. Il suo sguardo ne viene valorizzato.

Figo: 6.5
La Teresa Orlowski del calcio: il fisico ha ceduto da tempo, l'età è impietosa, ma quando accarezza le palle è sempre godimento.

Stankovic: 6
Entra per rivitalizzare il centrocampo, e si fa vedere anche per alcune aperture illuminanti e degli inserimenti intelligenti.

Dacourt: 5
Il Vampeta degli eterosessuali.

J. Zanetti: 6
Dieci minuti di cuore e polmoni.

Cambiasso: 5.5
Sansone applicato al centrocampo: da quando s'è sbarazzato pure degli ultimi ciuffi di capelli, non pare più lui.

Cesar: 7
Dolce Remì nerazzurro: un trovatello disprezzato da tutti, che trova finalmente casa e famiglia.

Crespo: 6.5
Un cannone di roba buona: solo due tiri, ma la festa è comunque assicurata.

Ibrahimovic: 6.5
Cerca di scimmiottare la partita di Adriano, tra capitomboli, gol mangiati, e goffaggine, ma alla fine il passaggio illuminante per Cesar è decisivo.

Adriano: 5.5
Nessuno mette in dubbio la sua buona volontà e l'impegno, e che la sfortuna c'abbia messo del suo. Ma non gioca a calcio: gioca ad uno strano ibrido tra il rugby e il calcio saponato.

martedì 4 settembre 2007

4 settembre 2006

Il ragazzone alto squadrò il giocatore che doveva marcare. Era un tipo peculiare, con dei basettoni vistosi, i calzettoni abbassati, e il fare indolente in campo tipico di quei giocatori, le ali destre, famose per i loro vezzi e le loro bizze, in campo e fuori. Visto così, trasandato e con l’aria supponente, sembrava proprio il contrario di lui, che era invece alto e solido come un grattacielo, e dall’aspetto pulito e quasi austero, con quel volto serio e i capelli con la riga laterale, senza alcuna concessione alla fantasia.
I loro sguardi si incontrarono per un attimo, un secondo prima del fischio d’inizio: un cenno d’intesa per il terzino sinistro, un sorriso strafottente per l’ala destra. Partirono.
Il gioco era iniziato senza particolari entusiasmi, con la palla che girava veloce per il centrocampo, senza però tradire la minima intenzione nell’andare avanti o dietro, verso una delle due aree. I mediani continuavano a passarsela lateralmente, una serie infinita di tocchi lenti e precisi, in attesa dell’idea di qualcuno. D’un tratto però la palla arrivò all’ala destra, a quel capellone dalle basette vistose e con i calzettoni abbassati. Il calciatore sorrise, si portò avanti la sfera col destro, e alzò subito lo sguardo alla ricerca del suo avversario naturale in campo, il terzino sinistro. Il ragazzone alto stava proprio davanti a lui, aspettandolo. Intuizione geniale, pallone che sembrava andare verso l’interno, gioco d’anca e di caviglia, e improvviso cambio di direzione della sfera, verso l’esterno. Il terzino aveva abboccato in pieno, il centrocampista l’aveva lasciato sul posto. Ma era un tipo caparbio, di quelli che a volte possono sbagliare, farsi fregare, ma non si arrendono mai, e con quelle prodigiose leve di cui era dotato, ad ampi passi raggiunge subito il suo avversario, braccandolo nuovamente.
Erano ormai al limite dell’area, e l’ala aveva la possibilità per crossare comodamente dalla trequarti per il suo centravanti, ma vedendo il ritorno del suo marcatore si era fermato, come a volere aspettarlo, e poterlo sfidare ancora. Si fronteggiarono nuovamente, mentre dalla panchina l’allenatore del centrocampista imprecava per l’arroganza del suo giocatore. Questa volta il terzino alto e secco non aspettò che l’ala facesse uno dei suoi giochetti, e gli andò subito sotto, cercando di rubargli la palla. Ma in qualche modo il centrocampista se l’aspettava, e spostando il pallone con due rapidi tocchi, saltò nuovamente il terzino, si accentrò portandosi la sfera sul sinistro, e con un colpo secco e preciso tirò, colpendo perfettamente l’angolo basso della porta.
Il terzino alto e con gli austeri capelli con la riga lo guardò con il suo sguardo severo mentre festeggiava. Il gioco riprese.
Il resto della partita fu abbastanza noioso: i giocatori si conoscevano ancora poco, i ritmi erano blandi, e anche se si cercava di vincere o di rimontare le cadenze di gioco non erano particolarmente alte. E soprattutto la palla non arrivava all’ala destra, e non si poteva quindi riproporre quell’interessante duello tra lui e il suo marcatore, quel meraviglioso balletto di cui solo loro due conoscevano i passi.
Si arrivò quindi quasi alla fine della partita, senza che i due si potessero incrociare nuovamente, quand’ecco che il libero della squadra del terzino alto e dinoccolato, Gaetano, si impossessò della sfera, la passò a questi, che subito lasciò la sua area, e si spinse in avanti palla al piede. Questa volta era lui ad attaccare, e l’ala a doverlo fermare.
Il terzino puntò il centrocampista, senza avere la sua classe ma con una volontà e una caparbietà ferrea e decisa. Ma aveva solo fintato il dribbling, e passò invece la palla al suo capitano, Valentino, che la fece filtrare in avanti per Giuseppe, la loro mezzala, che subito la rimise sulla fascia sinistra per il terzino, che era salito in avanti, potente e preciso come un treno. Era ormai al limite dell’area, con tutto lo specchio della porta davanti a sé. Tirò, ed esplose un sinistro fino all’incrocio. L’ala destra era rimasta indietro, calzettoni abbassati, mani sui fianchi, ma un sorriso sempre sicuro su quella faccia strafottente. Capiva che in qualche modo da lì in avanti si sarebbe divertito parecchio, con quell’avversari.
L’arbitro fischiò tre volte e la partita finì, uno a uno, gol di due che per ruolo e nome non potevano che essere rivali, lassù.
Uscirono tutti i giocatori dal campo, il terzino sinistro e l’ala destra abbracciati, perché la partita era finita e due come loro potevano essere nemici solo per novanta minuti. Si salutarono con un sorriso sbieco il centrocampista, e un serio cenno d’intesa il difensore.
A quest’ultimo si avvicinò un ometto canuto dalla faccia furba e dalle sopracciglie nere.
- Porco diavolo! È davvero un gran giocatore quel George Best, eh, Giacinto?
Il ragazzone alto ed elegante annuì con il capo.
- Gran giocatore sì Peppino. Ma credo che avrò un sacco di tempo per prendergli le misure, d’ora in avanti.
Sorrisero entrambi, mentre il loro cielo azzurro diventava pian piano più scuro, fino a striarsi di nero.

«Così si gioca solo in paradiso.»
Fulvio Bernardini

domenica 26 agosto 2007

Punizione diretta #1

Prima partita della stagione per i campioni d'Italia, bloccati in casa da un brutto pareggio con il Chievo. Un match dai ritmi davvero blandi e faticosi, da partita del cuore, e di fatto all'Inter mancano in attacco la vivacità di Ramazzotti e a centrocampo le idee e il fosforo di Gianni Morandi.

La squadra nerazzurra dura di fatto un solo tempo, in cui però gioca discretamente, più che per meriti suoi, per una timidezza congenita nei giovani giocatori del Sochaux. Di cui però si sbarazzano presto, dopo le esperienze del primo bacio, delle vacanze senza genitori, e violando più volte il coprifuoco alle undici.

Sull'uno a zero la partita sembra tutto sommato chiusa, con un gol di Stankovic propiziato da un discontinuo Ibrahimovic (che in quanto testimonial di Mediaset Premium ci sta sul culo), e l'inesperienza giovanile del Modena sembra fare pari con la condizione fisica maradoniana dei giocatori di Mancini. Ma giustamente Julio Cesar, fino ad allora migliore in campo con due ottime parate, pensa bene di fare una simpatica cappella. Espulsione, ed inizio di una sofferenza tipo Calvario, come non si vedeva dai tempi di Simoni.

Ma bisogna aspettare l'epilogo della partita per il gol del Verona, che di fatto sancisce un pareggio tutto sommato giusto. Quest'anno ci sarà da soffrire.


Julio Cesar: 5
Due parate spettacolari che lo incoronano miglior giocatore, per poi combinare una ingenuità colossale che lo condanna. Come avere l'esperienza sessuale più appagante della tua vita, e mettere incinta la partner al contempo.

Maicon: 5
La persona ideale da avere dietro in coda in banca: non spinge mai.

Cordoba: 5
Esempio più unico che raro di stopper nano, soffre la mancanza di una donna barbuta e di un mangiatore di spade albino per completare un circo di freak.

Samuel: 6
Non fa rimpiangere Materazzi. Specie alla sorella di Zidane.

Maxwell: 5.5
Finisce presto la benzina. In mezzo al deserto.

Stankovic: 6.5
Cuore e gol. La precisione ha da venire.

Dacourt: 5
Fa cagare.

Chivu: 5.5
Così lento e compassato da conciliare il sonno.

J. Zanetti: 5.5
Gioca una delle partite peggiori della sua carriera e prende cinque e mezzo. Ma quando gioca al meglio è da sei e mezzo al massimo.

Figo: 6
L'ardore di un tempo c'è tutto. La classe è intatta. Ma il film Cocoon in fondo era solo fantascienza.

Suazo: 5
Ricorda Camilla Parker Bowles: impalpabile.

Cruz: 5
Così sterile che se volesse dei figli dovrebbe adottarli.

Ibrahimovic: 6
Sembra una puntata di My Name Is Earl: un paio di trovate geniali in mezzo a un sacco di stronzate.

All. Mancini: 5.5
Il Villareal si riconferma la sua bestia nera.

mercoledì 22 agosto 2007

Chiusa Radio Milan-Inter


RADIO MILAN-INTER CHIUDE, VENDUTE FREQUENZE

Friday, August 17 2007

Una chiusura inaspettata ha coinvolto Radio MilanInter, l'emittente sportiva di Milano inaugurata nel gennaio del 2004, che ha ceduto le sue frequenze a una societa' concessionaria che gestisce tra l'altro le frequenze di Radio Deejay del Gruppo L'Espresso. Martedi' scorso lo switch-off, con le ultime trasmissioni andate in onda lunedi'. 'Sono stato avvisato dall'editore a Ferragosto - spiega il direttore, Giorgio Micheletti -. C'era stata qualche avvisaglia, ma niente che facesse pensare a tanto. Sapevo di un'offerta che era sul tavolo da tempo. Probabilmente non hanno potuto aspettare oltre'. La vendita della frequenza non e' dovuta, pero', a problemi di ascolto. Gli ascolti registrati da Audiradio, infatti, erano 'piu' che positivi, direi lusinghieri - continua il direttore -, con punte sopra i 100mila ascoltatori che ci posizionavano sul podio delle radio locali. Un ottimo risultato in una realta' particolare come Milano'. La raccolta pubblicitaria, pero', secondo Micheletti, non era sufficiente a ricoprire le spese a cui l'editore doveva far fronte. La decisione di vendere ha colto di sorpresa non solo i 15 collaboratori della radio, con contratti diversi, che si trovano al momento in vacanza, ma anche molti degli ascoltatori che si sono lamentati sui forum del sito. 'Sono stati tutti avvisati ieri - continua Micheletti -. Ora aspettiamo l'incontro che ci ha promesso l'editore per darci una spiegazione piu' esauriente e per mostrarci il 'paracadute' per il personale. Ci sono padri di famiglia che devono essere messi in condizione di potersi guardare intorno in tranquillita''. (ANSA).
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Davvero un colpo per chi come me seguiva le trasmissioni incentrate sullo sfottò e l'ironia di questa radio, molto in stile bar sport (c'era anche una trasmissione con questo nome).

Spero che molti giornalisti riescano a riciclarsi nelle numerose trasmissioni sportive delle TV locali, sarebbe un vero peccato perdere persone valide.

So che non servirà a niente ma se volete potete firmare la petizione qui

mercoledì 25 luglio 2007

SGUB!!! La maglia ufficiale del centenario dell'Inter

Dopo gli errori della prima fornitura, ecco finalmente la maglia ufficiale del centenario riveduta e corretta:

giovedì 19 luglio 2007

Prime amichevoli estive


Sono iniziati i ritiri delle 2 squadre che l'anno prossimo (Napoli permettendo) si divideranno tutti i trofei in Italia, in Europa e nel mondo.
Vediamo come si stanno allenando ad umiliare gli avversari.

Nel primo test stagionale l'Inter batte 3-0 la nazionale olimpica cinese, i gol sono stati di Cruz (su rigore) , Solari ed Adriano.



La Juventus nella prima amichevole della stagione batte il Mezzocorona (C2) per 5-0, con reti di Boumsong, Trezeguet, Salihamidzic, Palladino e Marchionni.

giovedì 5 luglio 2007

Perché prendere Tevez, K'w'i'n't'a'l'o'o'o', Lucarelli o almeno Ciccio Baiano


Moratti: nostro mercato non e' finito


"Ma Crespo non ha torto quando parla di troppi attaccanti"



(ANSA)-ROMA,28 GIU- "Crespo puo' aver ragione quando dice che in attacco siamo troppi, ma la nostra campagna acquisti-vendite non e' ancora finita": cosi' Moratti. Il patron dell'Inter si e' poi detto tranquillo sull'indagine in corso riguardante il trasferimento di Suazo dal Cagliari e ha confermato di non essere stato ascoltato sull'inchiesta delle plusvalenze. Tornando al mercato, Moratti ha rivelato che Tevez non e' piu' un obiettivo dell'Inter, mentre gli attriti con Adriano "sono superabili". T___________________T



Moratti, riattaccati ai pali del telefono, o per noi è la fine!!! T_____________T

Perché prendere un Te(vez) o perlomeno una camomilla... T__T


Maracaibo, 12:56
CALCIO, INTER: PER CRESPO TRE SETTIMANE DI STOP

L'attaccante dell'Inter e della nazionale argentina Hernan Crespo dovrà rimanere fermo per tre settimane. Lo ha riferito il medico della "Albiceleste", De Agostino, dopo l'ecografia a cui il giocatore è stato sottoposto in seguito all'infortunio muscolare alla coscia destra riportato nel match contro la Colombia. Per Crespo, quindi, la Coppa America è finita. Svanisce anche la speranza di giocare l'eventuale finale. L'attaccante, 32 anni, era alla prima partecipazione nella competizione continentale. Per lui tre gol in due partite e il sorpasso a Diego Armando Maradona: 35 reti per Valdanito, 34 per l'ex Pibe de Oro. (04/07/2007) (Spr)

Perché prendere Tevez, K'i'l'o'o'o', Cassano o almeno Pietro Paolo Virdis


Inter, folla in attacco

Crespo: "Saremo troppi"

L'attaccante lancia l'allarme: "E' arrivato Suazo, potrebbe esserci anche Tevez, qualcuno dovrà partire". Su nazionale e coppa America: "Siamo la squadra da battere e la cosa non ci preoccupa"

Anche il suo compagno di squadra Tevez sogna di approdare all'Inter.
"Lo so. Tevez è giovane. È un grande talento".
Lo può paragonare a un attaccante del campionato italiano?
"Non mi viene a mente nessuno. Tevez è una punta "diversa". Ma è forte. Il problema magari è che..."
Che?
"È arrivato Suazo, si pensa a Tevez. Siamo tanti in attacco. Qualcuno dovrà anche andare via, giusto?"




Sì, e io un'idea ce l'avrei!!!! <_<


A.

giovedì 17 maggio 2007

Veni vidi perdidi


S.P.Q.R. - Sono Perdenti Questi Romani.

E se ne accorgeranno stasera, arriveranno nelle nordiche e barbare lande milanesi pensando di conquistare facilmente la coppa Mancio, ma l'incredibilinter asfalterà i romani come fecero i galli.

Asterix Recoba e Obelix Materazzi (nonostante la squalifica) suoneranno i centurioni di Cesare Sensi.

I nerazzurri danzeranno e brinderanno per tutta la notte fino al 23 maggio quando partiranno i festeggiamenti per la vittoria del Liverpool che si concluderanno il 27 con il mega evento di San Siro.

martedì 24 aprile 2007

Inter: primi problemi dopo la vittoria dello scudetto



-Recoba potrebbe rinnovare.

-Materazzi non ha più spazio sul suo corpo dove tatuarsi lo scudetto.

-Adriano a furia di festeggiare è caduto nel tunnel dell'alcolismo.

-Mancini potrebbe tagliarsi il ciuffo per scommessa.

-Recoba potrebbe restare.

-Adriano potrebbe rilassarsi e perdere la professionalità che lo ha reso famoso.

-Moratti non ha più uno scopo nella vita (a parte fanculare Ronaldo).

-Nuovo infortunio per Vierà causato dai festeggiamenti.

-Adriano potrebbe rilassarsi ed ingrassare.

-Il prezzo del cartone è salito alle stelle.

-Adriano potrebbe rilassarsi ed arrivare tardi agli allenamenti.

-Recoba potrebbe non andare via.