Il Bar dello Sport
Visualizzazione post con etichetta Calciomercato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Calciomercato. Mostra tutti i post

domenica 12 agosto 2007

Bye-bye Cerchietto!


Marco Storari lascia il Milan per la Spagna. Il portiere pisano classe '77 passa infatti al Levante. L'accordo è valido per due stagioni e Storari già questa sera sarà a Valencia, dove lunedì sosterrà le visite mediche, prima di venire presentato nella sala stampa dello stadio del club.

(Datasport.it)



venerdì 3 agosto 2007

Pato è ufficialmente un giocatore del Milan

Sborsata la non tanto modica cifra di 20 milioni di euro, pagata la clausola di rescissione all'Internacional de Porto Alegre, il Milan si porta a casa l'astro nascente del calcio brasileiro: Pato Alexandre. 18 anni tra un mese, Pato è tutto sommato solo tre anni più giovane di quanto era Kakà quando arrivò in rossonero, conquistandosi subito un posto da titolare, e a livello di curriculum può già vantare un mondiale per club vinto contro il Barcellona lo scorso anno. Sarà vera gloria? Vedremo. Di certo, Pato è una scommessa che valeva la pena di fare. E devo dire che mi fanno un pò ridere i tifosi che si lamentano della spesa di 20 milioni per un giovane, e allo stesso tempo si lamentano a ogni piè sospinto dell'età media della rosa milanista, a sentire loro troppo alta...

In ogni caso, nel calcio le azioni valgono più di mille parole, quindi... Enjoy!

martedì 31 luglio 2007

Come c@$$o si fa!

Da Alice.it

Colpo di scena: Giuseppe Rossi al Villareal
31 07 2007



Italia addio, o per lo meno arrivederci. Giuseppe Rossi, messo sul mercato dal Manchester United e seguito da diversi club italiani, andrà invece a giocare in Spagna, con la maglia del Villareal.

Già in giornata il procuratore dell'attaccante si era dichiarato fiducioso su una rapida conclusione delle trattative. "Su di lui ci sono soprattutto squadre straniere - aveva detto l'agente Federico Pastorello a Radioblu -. Credo proprio che il suo futuro sarà all'estero". Puntuale, l'annuncio.

Rossi si è legato per sei stagioni al Villareal, che ha pagato il suo cartellino 10 milioni di euro ai Red Devils.

Un altro attaccante italiano che sceglie dunque di espatriare dopo Bianchi (Manchester City), Toni (Bayern Monaco), Lucarelli (Shakhtar) e Pellè (AZ Alkmaar).
_______________________

Mi chiedo come sia possibile che NESSUNA squadra italiana si sia degnata di investire 10 milioni per questa promessa che è costata la metà di Oliveira.

Non posso credere che in Italia non ci sia più posto per i pochi giocatori di talento che ci restano, mentre c'è sempre posto per gli scarti, i rifiuti e i ricicli degli altri campionati.

Ma che razza di dirigenti ci sono in Italia? Una volta che si poteva spendere poco e avere qualità non si è operato, sono solo buoni ad andare a comprare i baby talenti degli altri paesi, si ammazzano per Pato che costerà molto più del doppio di Rossi.

Ed intanto il campionato italiano si impoverisce ulteriormente.

Ma tanto si sa che la colpa è solo della diversa tassazione negli altri paesi.

lunedì 23 luglio 2007

Da un estremo all'altro (ovvero: chi troppo e chi niente)

In questi giorni, a guardare Ancelotti e Mancini, sembra davvero di assistere ad uno strano gioco della parti, degno di un film simbolo degli anni '80 come "Una Poltrona per Due", o di tante storie dei comics americani incentrate sulla battaglia tra l'eroe e il suo opposto: Superman contro Bizarro, Spider-Man contro Venom, Flash contro il Professor Zoom e via discorrendo.

Da un lato, abbiamo l'allenatore campione d'Italia, che ad una rosa già ricchissima di campioni ha visto aggregarsi un grande giocatore come Suazo, una promessa davvero interessante come Jimenez e il "roccioso" Rivas, e che ciononostante non è soddisfatto. Vuole anche Chivu, perché "Per i grandi giocatori qui da noi c'è sempre spazio", e magari Emerson, visto che il centrocampo, a suo parere, è incompleto.

Dall'altro, l'allenatore campione d'Europa, Carlo Ancelotti, che davanti alla campagna cessioni del Milan (visto che di sicuro non si può chiamare campagna acquisti, almeno al momento) non perde l'aplomb, non si preoccupa e non chiede nulla. Si unisce al ritornello dirigenziale del "La rosa è competitiva anche così", da perfetto aziendalista quale è sempre stato.

E così si va da un estremo all'altro: da una parte, una rosa talmente sovrabbondante da costringere, già così, a dolorose scelte che rischiano di far diventare una polveriera lo spogliatoio quando ci sarà da compilare le liste per la Champion's (anche in virtù delle nuove regole UEFA, di cui l'Inter non sembra preoccuparsi troppo, continuando a puntare sempre e solo sui calciatori stranieri), e che si vorrebbe addirittura ampliare ancora. Dall'altro, una rosa che è sì campione d'Europa, che può sì contare su due acquisti fatti a gennaio di grande spessore come Oddo e Ronaldo (due fattori che tanti ingrati tifosi milanisti forse dovrebbero considerare maggiormente, invece di piangere come se i rossoneri fossero una compagine di quart'ordine), ma che comunque sembra avere gli uomini contati, soprattutto in alcuni ruoli chiave.

E in mezzo ai due litiganti, il terzo (Ranieri) gode. Gode con una campagna acquisti di grande livello che porta la Juventus tra le legittime pretendenti alla zona Champion's (se non addirittura al titolo; non è facile, ma considerando l'assenza di impegni infrasettimanali non è neanche del tutto impossibile), cosa che pochi credevano possibile per una squadra appena tornata nel calcio che conta dopo una stagione in purgatorio.

Come finirà lo scopriremo solo vivendo, certo un pò di pragmaticità piemontese, in quel della Milano calcistica, probabilmente farebbe bene.

mercoledì 18 luglio 2007

Rifondazione rossonera


"Abbiamo la squadra campione d'Europa più Ronaldo, siamo a posto così" "Il Milan è una squadra vecchia, va rifatta".

Questi sono i due principali partiti di opinione sul mercato del Milan, da una parte la dirigenza che un po' per il "braccino corto" un po' per sottolineare i propri meriti pensa che basti al massimo un attaccante (ma solo perché sono partiti Oliveira e Borriello) per allestire una squadra competitiva per l'anno prossimo.

Dall'altra c'è chi è convinto che Milanello sia "la Baggina", Milan Lab la piscina miracolosa di Cocoon e che serva rifondare la rosa in quanto non affidabile.

Io mi posiziono a metà, la leggenda della difesa vecchia è dura a morire, salvo poi scoprire che i centrali sono più giovani di quelli dell'Inter e che il centrocampo ha una età media sotto i 30 anni.

Le lacune della squadra, a mio avviso, sono da riscontrarsi nella mancanza di un portiere magari non miracoloso ma sempre affidabile, di un esterno di sinistra che dia garanzie sia nella fase difensiva che in quella offensiva, in uno o due centrocampisti "di ricambio" e in un attaccante di valore internazionale da affiancare a Ronaldo, e che consenta l'arretramento di Kakà, in quanto Gilardino non da garanzie tecniche e Inzaghi non le da fisicamente.

Se veramente Galliani comprerà "solo" un grande attaccante (mi fa ridere però vederlo paragonare Pato, come nome ed importanza, ad Eto'o, Ronaldinho, Drogba e Sheva) sono convinto che a gennaio correrà ai ripari, d'altronde anche l'anno scorso era convinto che Bonera e Simic potevano dare il cambio a Cafù e che Oliveira e Borriello non avrebbero fatto rimpiangere Sheva.

L'unica cosa sicura è che se il Milan venderà con la stessa abilità con cui ha venduto in questo mercato, farà una grande squadra.

giovedì 5 luglio 2007

Perché prendere Tevez, K'w'i'n't'a'l'o'o'o', Lucarelli o almeno Ciccio Baiano


Moratti: nostro mercato non e' finito


"Ma Crespo non ha torto quando parla di troppi attaccanti"



(ANSA)-ROMA,28 GIU- "Crespo puo' aver ragione quando dice che in attacco siamo troppi, ma la nostra campagna acquisti-vendite non e' ancora finita": cosi' Moratti. Il patron dell'Inter si e' poi detto tranquillo sull'indagine in corso riguardante il trasferimento di Suazo dal Cagliari e ha confermato di non essere stato ascoltato sull'inchiesta delle plusvalenze. Tornando al mercato, Moratti ha rivelato che Tevez non e' piu' un obiettivo dell'Inter, mentre gli attriti con Adriano "sono superabili". T___________________T



Moratti, riattaccati ai pali del telefono, o per noi è la fine!!! T_____________T

Perché prendere un Te(vez) o perlomeno una camomilla... T__T


Maracaibo, 12:56
CALCIO, INTER: PER CRESPO TRE SETTIMANE DI STOP

L'attaccante dell'Inter e della nazionale argentina Hernan Crespo dovrà rimanere fermo per tre settimane. Lo ha riferito il medico della "Albiceleste", De Agostino, dopo l'ecografia a cui il giocatore è stato sottoposto in seguito all'infortunio muscolare alla coscia destra riportato nel match contro la Colombia. Per Crespo, quindi, la Coppa America è finita. Svanisce anche la speranza di giocare l'eventuale finale. L'attaccante, 32 anni, era alla prima partecipazione nella competizione continentale. Per lui tre gol in due partite e il sorpasso a Diego Armando Maradona: 35 reti per Valdanito, 34 per l'ex Pibe de Oro. (04/07/2007) (Spr)

Perché prendere Tevez, K'i'l'o'o'o', Cassano o almeno Pietro Paolo Virdis


Inter, folla in attacco

Crespo: "Saremo troppi"

L'attaccante lancia l'allarme: "E' arrivato Suazo, potrebbe esserci anche Tevez, qualcuno dovrà partire". Su nazionale e coppa America: "Siamo la squadra da battere e la cosa non ci preoccupa"

Anche il suo compagno di squadra Tevez sogna di approdare all'Inter.
"Lo so. Tevez è giovane. È un grande talento".
Lo può paragonare a un attaccante del campionato italiano?
"Non mi viene a mente nessuno. Tevez è una punta "diversa". Ma è forte. Il problema magari è che..."
Che?
"È arrivato Suazo, si pensa a Tevez. Siamo tanti in attacco. Qualcuno dovrà anche andare via, giusto?"




Sì, e io un'idea ce l'avrei!!!! <_<


A.

sabato 30 giugno 2007

Il vero colpo di mercato...


...non è Henry al Barcelona, o Ribery al Bayern, o Tiago alla Juve, o Suazo all'Inter o al Milan o all'Inter o al Milan o all'Inter o al Milan o di nuovo all'Inter.

No, il vero colpo di mercato è lui, Inamoto Junichi (稲本 潤一), centrocampista di sostanza passato dal Galatasaray all'Eintracht Frankfurt.

Calciatore moderno, Inamoto è stato capace nel corso della sua carriera di coprire il centro del campo ma anche di inserirsi segnando gol importanti in campo internazionale (fu il migliore giocatore e marcatore della nazionale nipponica ai mondiali del 2002). L'ultimo suo gol internazionale contro il Bordeaux, durante l'ultima e sfortunata Champions League disputata dal Galatasaray.

Godetevelo.



mercoledì 27 giugno 2007

La punta, la punta... Ma c'è davvero bisogno della punta?

In questi giorni, il mercato è dominato dal cosiddetto "balletto delle punte"; chi resta, chi va, chi fa entrambe le cose nel giro di una settimana (vedi Trezeguet), chi torna e chi vorrebbe tornare e chi si spera che non torni.
D'altronde, da sempre gli attaccanti sono i giocatori che più scatenano la fantasia dei tifosi; l'unico difensore attorno al quale abbia visto, negli ultimi anni, un entusiasmo da "è arrivata la superstar" è stato Nesta. Il suo arrivo in rossonero oscurò persino quello di un campione ultracelebrato come Rivaldo (evitiamo facili ironie: quell'estate, su Rivaldo avremmo scommesso più o meno tutti, non potevamo immaginare che non si sarebbe ambientato in Italia). Ma normalmente, sono i delanteros a far vincere gli scudetti d'agosto.
Eppure, in un calcio come quello moderno, dove le squadre più forti quasi sempre giocano con una sola vera punta e tanti fantasisti/ali, siamo così certi che l'abbondanza di punte sia davvero necessaria? Pensiamo un attimo alle squadre che hanno espresso il miglior gioco negli ultimi anni.
Il Real di Scolari giocava con davanti il solo Morientes, e poi Ronaldo. Certo, attorno a lui c'erano Raùl, Zidane e Figo. Ma si trattava sostanzialmente di tre fantasisti/attaccanti esterni. Il Barcellona dello scorso anno? Tridente con Ronaldinho, Messi e Eto'o. Anche qui una sola vera punta e due fantasisti. La Francia che ha vinto europei e mondiali? 4-2-3-1 anche lì. Il Milan della partita col Manchester, quello della partita perfetta? Una sola punta, e dietro Kakà e Seedorf. Anche se il Milan (come l'Inter) ha fatto anche tante splendide partite con due punte, in questi ultimi anni. Citerei anche il Liverpool, che pur facendo un gioco brutto da vedere è arrivato due volte in finale di Champion's, e l'Italia vittoriosa a Berlino, a dimostrazione che con una punta sola si può essere sì belli (come le squadre di cui sopra) ma anche efficaci.
Insomma, una volta si diceva che le partite si vincevano a centrocampo. Oggi non trovate che sia vero più che mai? Il calcio di grande livello si fa sempre più fisico e sempre più tattico: ormai tutte le squadre più forti d'Europa si sono convertite al pressing di sacchiana memoria. Qualcuna di più e qualcuna di meno, ma persino le inglesi si sono prese allenatori come Mourinho e Benitez per insegnare ai giocatori a stare in campo, correre e difendere, e non solo a fare colpi di tacco e veroniche, in una ripresa del modello del calcio totale olandese adeguato ai tempi moderni. In spazi sempre più angusti, il dominio del centrocampo è ancora più importante di prima, e per questo sempre più spesso gli allenatori si affidano a una mediana a 5 con giocatori di qualità, capace di coniugare estro e corsa, occupazione degli spazi e capacità di crearne.

E allora mi chiedo: ma siamo davvero sicuri che al Milan serva disperatamente una punta di grande nome? In casa ci sono Ronaldo, Inzaghi, Gilardino e Oliveira. Posto che i primi due non danno piene garanzie di giocare tutte le partite visti i possibili problemi fisici (anche se è facile dire che in quelle che giocheranno saranno spesso decisivi), che Gilardino è alla sua ultima vera chance (non di fare gol, che quelli li ha fatti anche in questi primi 2 anni di Milan, ma di fare gol pesanti e dimostrarsi importante per la squadra e non solo per la statistica) e che Oliveira è reduce da una stagione flop (ma secondo me avrebbe le qualità tecniche per poter fare bene e gli si dovrebbe concedere una prova d'appello)... Forse sì. Ma forse no. Giocando con una punta + Kakà, non potrebbe forse bastare l'inserimento di un attaccante giovane, di prospettiva (come il Paco che guarda caso il Milan sta cercando in tutti i modi, o come Quagliarella o Giuseppe Rossi), che dia il cambio agli altri e possa rappresentare un investimento per il futuro?
E a quel punto, non si potrebbero dirottare i fondi su un centrocampista e un terzino, e magari portare a casa giocatori di sicuro rendimento, gente come Deco e Zambrotta solo per fare i primi due nomi che mi vengono in mente?

E lo stesso discorso si potrebbe fare per l'Inter, che gioca sì con due punte, ma invece di 4, di attaccanti ne ha 6 (siete convinti che Recoba vada via davvero? Io non ci credo finché non lo vedo in campo con un'altra maglia). Che se ne fa di Tèvez, me lo spiegate?

E il Barcellona, aveva bisogno di Henry? Crede davvero di poter giocare con Henry, Messi, Ronaldinho e Eto'o tutti insieme e senza mugugni?

Non è che oggi come oggi, in un calcio che è sempre più business, conta più piazzare il colpo mediatico che non costruire una squadra con un minimo di senso?

venerdì 18 maggio 2007

La Marcuzzi chiama Cudicini a Roma

Da Alice.it:

L'amore tra il portiere del Chelsea, Carlo Cudicini, e Alessia Marcuzzi prosegue a gonfie vele nonostante il rapporto a distanza. I due infatti non vivono insieme per motivi di lavoro. "Lui sta a Londra - racconta la Marcuzzi -. Abbiamo deciso di fare di tutto per vederci una volta a settimana: i rapporti a distanza diventano difficili". Dopo la fine del matrimonio con Simone Inzaghi Alessia si era dedicata anima e corpo al figlio Tommaso e al lavoro; poi il colpo di fulmine... "Di Carlo mi hanno conquistata la discrezione e la razionalità. Ovviamente mi ha colpito anche il suo aspetto fisico, non lo nego. E' un gentiluomo, il classico uomo che conduce. E mi piace: io sono estremista, impulsiva, lui mi calma e mi rasserena. Il bambino ha un ottimo rapporto col padre (Simone Inzaghi) e io sono felice. Non so come ma ho tutto sotto controllo". La prossima estate ci potrebbe essere una sorpresa per Alessia. Cudicini, infatti, potrebbe lasciare il Chelsea per tornare in Italia e giocare da titolare. Roman Abramovich ha posto la condizionale di non venderlo all'Arsenal o Manchester United per evitare di rinforzare rivali dirette. A questo punto si concretizzano le possibilità di rivedere Cudicini in Italia, dove è seguito soprattutto dalla Roma.



Ecco come Alessia cerca di convincere Cudicini:








domenica 1 aprile 2007

Moratti soffia Ronaldinho al Milan


Da www.calciomarcato.it

Colpo dei nerazzurri che strappano Ronaldinho ad un passo dal Milan.

Nella notte trattativa fiume tra Moratti e La Porta, in cambio del brasiliano al Barça andranno Adriano, Samuel e circa 15 milioni di euro.

Al momento società e giocatore non rilasciano dichiarazioni.

(seguiranno aggiornamenti).

martedì 27 marzo 2007

Lazio con un occhio al mercato: chiesto il ceco Hamsyk

I biancocelesti vorrebbero portare a Roma il centrocampista ma il Brescia ha alzato il tiro: chiesti 7 milioni di euro.
La Lazio sta stringendo d'assedio il Brescia per Marek Hamsyk. Il giovane talento ceco è il primo nella lista di gradimento di mister Delio Rossi per il ruolo di vice Ledesma.

Hamsyk è uno dei calciatori in prospettiva più interessanti e potrebbe giocare anche come interno, sia a destra che a sinistra. Il club di Corioni però, cosciente del valore del proprio ragazzino, ha sparato alto: secondo i primi sondaggi il Brescia avrebbe chiesto una cifra prossima ai 7 milioni.

Troppi, anche se Lotito non molla convinto di poterlo strappare a una cifra inferiore. Del resto il presidente laziale ha già dato prova di grande mordacità.

(www.sportnews.it)

mercoledì 21 marzo 2007

Everybody needs somebody to love

Da Alice sport:

Belluschi, futuro in bianconero?

Anche la Juve si sta muovendo sul mercato sudamericano, in particolare in Argentina è segnalata la presenza di osservatori bianconeri.

Nei prossimi giorni è atteso a Torino il procuratore di uno dei talenti più importanti del campionato sudamericano, meno reclamizzato di altri ma altrettanto promettente, stiamo parlando di Fernando Belluschi.