"Abbiamo la squadra campione d'Europa più Ronaldo, siamo a posto così" "Il Milan è una squadra vecchia, va rifatta".
Questi sono i due principali partiti di opinione sul mercato del
Milan, da una parte la dirigenza che un po' per il "braccino corto" un po' per sottolineare i propri meriti pensa che basti al massimo un attaccante (ma solo perché sono partiti
Oliveira e
Borriello) per allestire una squadra competitiva per l'anno prossimo.
Dall'altra c'è chi è convinto che
Milanello sia "la Baggina", Milan Lab la piscina miracolosa di Cocoon e che serva rifondare la rosa in quanto non affidabile.
Io mi posiziono a metà, la leggenda della difesa vecchia è dura a morire, salvo poi scoprire che i centrali sono più giovani di quelli dell'
Inter e che il centrocampo ha una età media sotto i 30 anni.
Le lacune della squadra, a mio avviso, sono da riscontrarsi nella mancanza di un portiere magari non miracoloso ma sempre affidabile, di un esterno di sinistra che dia garanzie sia nella fase difensiva che in quella offensiva, in uno o due centrocampisti "di ricambio" e in un attaccante di valore internazionale da affiancare a
Ronaldo, e che consenta l'arretramento di
Kakà, in quanto
Gilardino non da garanzie tecniche e
Inzaghi non le da fisicamente.
Se veramente
Galliani comprerà "solo" un grande attaccante (mi fa ridere però vederlo paragonare
Pato, come nome ed importanza, ad
Eto'o,
Ronaldinho,
Drogba e
Sheva) sono convinto che a gennaio correrà ai ripari, d'altronde anche l'anno scorso era convinto che
Bonera e
Simic potevano dare il cambio a
Cafù e che Oliveira e Borriello non avrebbero fatto rimpiangere Sheva.
L'unica cosa sicura è che se il Milan venderà con la stessa abilità con cui ha venduto in questo mercato, farà una grande squadra.