Il Bar dello Sport

giovedì 22 marzo 2007

Amarcord - 1



Quando il calcio diventa leggenda....



Renato Villa, classe 1958, approda a Bologna nell'ottobre del 1986, prelevato dall'Orceana, grazie ad un’intuizione del funambolico presidente Gino Corioni.
L'aspetto fisico non è dei più promettenti: non molto alto, tarchiato, gambe storte, si sta avvicinando alla fine di una carriera spesa tra i dilettanti e qualche comparsata in C.
Villa viene accolto tra lo scetticismo generale, anche perchè la squadra stenta e i tifosi si aspettano ben altri rinforzi.
In breve tempo però, grazie ad una grinta fuori dal comune, alla sua abnegazione e ad una serie di prove difensive eccezionali, riesce a conquistare l'intera città di Bologna, che gli affibbia il soprannome di "Mitico".

Quel Bologna si salva a stento dalla retrocessione in serie C (grazie alle grigliate di pesce del tecnico G.B. Fabbri, subentrato a Guerini), e l'anno successivo Corioni travasa l'ossatura dell'altra squadra di cui è proprietario, l'Ospitaletto, neopromossa in C1: Cusin, Monza, De Marchi, Strada, Gilardi, Bonfadini e naturalmente il tecnico, Gigione Maifredi.
I tifosi si lamentano, la campagna acquisti non è stata certo scoppiettante, ma dopo una sconfitta a Lecce, il Bologna inanella una vittoria dopo l'altra, e Villa, che gode dell'incontrastata fiducia di Maifredi, diventa un pilastro della difesa rossoblu.
I suoi recuperi in takle scivolato diventano leggenda. É la sua consacrazione.
Da allora sarà sempre e per tutti il Mitico Villa.


L'apice lo raggiunge in una gara con la Triestina, gara in cui il Bologna si presenta senza attaccanti.
Maifredi si presenta con un sorrisone a 42 denti alla stampa, affermando: "Non c'è problema, davanti gioca Villa".
Il Mitico entra in campo con il numero 9 (quando ancora i numeri di maglia avevano senso) e riesce persino a segnare: un trionfo.


Il Mitico Villa approda in serie A assieme al Bologna, ne diviene titolare inamovibile, più avanti capitano e si toglie pure la soddisfazione di disputare la coppa UEFA.
Come non adorarlo?


Il Mitico è rimasto a vivere a Bologna e ha aperto un camp estivo di scuola calcio, chiamato, pensate un po', Camp Mitico Villa.


Prossimamente: l'influenza della mitologia in ogni campo, dal Mitico Villa alla Venere Bianca. A cura di PopArtDejaVu.

4 commenti:

s.homer ha detto...

Grande Mitico Villa!
Ma interventi come questo fanno capire quanto tu sia vecchio.

Detari ha detto...

beh, ma io SONO vecchio!

Eric ha detto...

Sì ma che schifo: finiremo mica a parlare davvero di calcio, qui? Vi ricordo che io ho firmato solo a patto che si parlasse male della Jubentus.

s.homer ha detto...

Incomincia a scrivere qualcosa, mostraci la via dell'antigobbismo.