Il Bar dello Sport

martedì 20 marzo 2007

Nostalgia attanaglia


Com'era bello il calcio quando c'erano l'ala destra che crossava dal fondotinta, il terzino fluidificante contro il raffreddore, il mediano di spinta regolamentato, il libero perché non sapeva fare una mazza e non era buono manco per parare...

Quando il pallone aveva i lacci e le teste di cuoio erano gli specialisti del colpo di testa.

La mezzala era per chi alla coscia preferiva il petto, lo stopper non si fermava al semaforo e il vigile arbitro non ammoniva per una leggera ammaccatura.

E l'allenatore era chiamato Signor Mister...

Le linee erano fatte con la calce viva e a nessuno veniva in mente di tirarne una riga, le porte erano aperte non solo nei weekend, i supporters sopportavano le sconfitte e il tifo era talmente vivo che se ne poteva morire.

Ma soprattutto i presidenti non avevano ancora scoperto il vibratore del telefonino e i d.g. non erano quelli che mettevano i dischi nelle balere.

Il mercato era una volta l'anno e per il resto bisognava vivere con le briciole, anche perché non c'erano sostituzioni né controfigure.

Le maglie erano a righe o a coste come il velluto e se candeggiavano ad alta temperatura il biancorosso diventava rosa anche se non era maggio.

I numeri erano da uno a undici e i calcoli non erano renali ma si facevano con la penna d'oca, il pellicano forniva l'inchiostro e i sui taccuini si scriveva anziché dileggiarli come ignoranti avicoli dai lunghi bargiggia.

E la mosca non si era ancora sposata con Maurizio, Biscardi era ancora variopinto e Mughini era un rivoluzionario sessantottino.