Il Bar dello Sport

mercoledì 27 giugno 2007

La punta, la punta... Ma c'è davvero bisogno della punta?

In questi giorni, il mercato è dominato dal cosiddetto "balletto delle punte"; chi resta, chi va, chi fa entrambe le cose nel giro di una settimana (vedi Trezeguet), chi torna e chi vorrebbe tornare e chi si spera che non torni.
D'altronde, da sempre gli attaccanti sono i giocatori che più scatenano la fantasia dei tifosi; l'unico difensore attorno al quale abbia visto, negli ultimi anni, un entusiasmo da "è arrivata la superstar" è stato Nesta. Il suo arrivo in rossonero oscurò persino quello di un campione ultracelebrato come Rivaldo (evitiamo facili ironie: quell'estate, su Rivaldo avremmo scommesso più o meno tutti, non potevamo immaginare che non si sarebbe ambientato in Italia). Ma normalmente, sono i delanteros a far vincere gli scudetti d'agosto.
Eppure, in un calcio come quello moderno, dove le squadre più forti quasi sempre giocano con una sola vera punta e tanti fantasisti/ali, siamo così certi che l'abbondanza di punte sia davvero necessaria? Pensiamo un attimo alle squadre che hanno espresso il miglior gioco negli ultimi anni.
Il Real di Scolari giocava con davanti il solo Morientes, e poi Ronaldo. Certo, attorno a lui c'erano Raùl, Zidane e Figo. Ma si trattava sostanzialmente di tre fantasisti/attaccanti esterni. Il Barcellona dello scorso anno? Tridente con Ronaldinho, Messi e Eto'o. Anche qui una sola vera punta e due fantasisti. La Francia che ha vinto europei e mondiali? 4-2-3-1 anche lì. Il Milan della partita col Manchester, quello della partita perfetta? Una sola punta, e dietro Kakà e Seedorf. Anche se il Milan (come l'Inter) ha fatto anche tante splendide partite con due punte, in questi ultimi anni. Citerei anche il Liverpool, che pur facendo un gioco brutto da vedere è arrivato due volte in finale di Champion's, e l'Italia vittoriosa a Berlino, a dimostrazione che con una punta sola si può essere sì belli (come le squadre di cui sopra) ma anche efficaci.
Insomma, una volta si diceva che le partite si vincevano a centrocampo. Oggi non trovate che sia vero più che mai? Il calcio di grande livello si fa sempre più fisico e sempre più tattico: ormai tutte le squadre più forti d'Europa si sono convertite al pressing di sacchiana memoria. Qualcuna di più e qualcuna di meno, ma persino le inglesi si sono prese allenatori come Mourinho e Benitez per insegnare ai giocatori a stare in campo, correre e difendere, e non solo a fare colpi di tacco e veroniche, in una ripresa del modello del calcio totale olandese adeguato ai tempi moderni. In spazi sempre più angusti, il dominio del centrocampo è ancora più importante di prima, e per questo sempre più spesso gli allenatori si affidano a una mediana a 5 con giocatori di qualità, capace di coniugare estro e corsa, occupazione degli spazi e capacità di crearne.

E allora mi chiedo: ma siamo davvero sicuri che al Milan serva disperatamente una punta di grande nome? In casa ci sono Ronaldo, Inzaghi, Gilardino e Oliveira. Posto che i primi due non danno piene garanzie di giocare tutte le partite visti i possibili problemi fisici (anche se è facile dire che in quelle che giocheranno saranno spesso decisivi), che Gilardino è alla sua ultima vera chance (non di fare gol, che quelli li ha fatti anche in questi primi 2 anni di Milan, ma di fare gol pesanti e dimostrarsi importante per la squadra e non solo per la statistica) e che Oliveira è reduce da una stagione flop (ma secondo me avrebbe le qualità tecniche per poter fare bene e gli si dovrebbe concedere una prova d'appello)... Forse sì. Ma forse no. Giocando con una punta + Kakà, non potrebbe forse bastare l'inserimento di un attaccante giovane, di prospettiva (come il Paco che guarda caso il Milan sta cercando in tutti i modi, o come Quagliarella o Giuseppe Rossi), che dia il cambio agli altri e possa rappresentare un investimento per il futuro?
E a quel punto, non si potrebbero dirottare i fondi su un centrocampista e un terzino, e magari portare a casa giocatori di sicuro rendimento, gente come Deco e Zambrotta solo per fare i primi due nomi che mi vengono in mente?

E lo stesso discorso si potrebbe fare per l'Inter, che gioca sì con due punte, ma invece di 4, di attaccanti ne ha 6 (siete convinti che Recoba vada via davvero? Io non ci credo finché non lo vedo in campo con un'altra maglia). Che se ne fa di Tèvez, me lo spiegate?

E il Barcellona, aveva bisogno di Henry? Crede davvero di poter giocare con Henry, Messi, Ronaldinho e Eto'o tutti insieme e senza mugugni?

Non è che oggi come oggi, in un calcio che è sempre più business, conta più piazzare il colpo mediatico che non costruire una squadra con un minimo di senso?

8 commenti:

mervyn ha detto...

A cosa serva Suazo e, speriamo, Tevez, lo vedi dalla lista infortuni: niente Ibra nelle ultime 10 partite (e meno male che ne ha saltate altrettante per turnover e squalifiche), Crespo e Cruz che si rompono sempre nei momenti sbagliati, Adriano e Recoba che rompono (le balle) nei momenti sbagliati. E basta.

Se l'arrivo di Suazo servirà per eliminare Recoba (regalandolo al Basilea, magari...), mi basterebbe un Tevez per Adriano, poi sarei contento: gli attacanti sarebbero 3 (Ibra, Suazo, Tevez), più 2 vecchi da usare alla Altafini/Pietro Paolo Virdis/Massaro per l'ultima/ultime 2 stagioni (Cruz e Crespo).

Ti ricordo che nella stagione più bella (il 2001/2002 non esiste) di Hector "Gary" Cooper giocammo senza Vieri per tutto il giorne di andata e Crespo segnò (tanto) solo in Champions: a Natale il cambio della guardia, con Vieri che segna un gol a partita (solo in campionato) e Crespo rotto. Morale della favola, semifinale di censions contro un milan tutto fuorchè pimpante giucata con Crespo a mezzo servizio e Recoba... :-(

E da allora sono passati altri 4 anni!!!

Diamo sti vecchi al Bila e prendiamo un paio di giovini, perdioooo!!!


A.

Scarlet Speedster ha detto...

Quindi per te oggi Crespo è un giocatore alla Ronaldo, da una partita a settimana al massimo? E Cruz idem? :-O

mervyn ha detto...

Beh, sì, mi pare ovvio. Con Ibra sotto ai ferri e Adriano in punizione, Crespo ha avuto un (solo) momento di forma stellare (può succedere ;-) ) mentre Cruz è latitato, quando ha dovuto tirare la carretta dal primo minuto.

Del resto se Cruz è Cruz (e non Ronaldo), un motivo ci deve pure essere.

Su Crespo, il discorso è più complesso: capace sì di fare 20 goal in una serie di 15 partite, ma ogni volta che cade pensi che sia l'ultima (della stagione)... :-(

Ti dirò di più, io darei via Ibra e Adriano (possibilmente dopo una stagione da 40 goals, che così non lo regaliamo) e con Suazo e Tevez prenderei pure un Lucarelli da tenere in panca (più le ultime briciole di carriera di Crespo e Cruz), il tutto nell'ottica di trovare un quarto d'ora di culo nelle partite decisive della prossima censions, ovviamente.

Poi, rivoluzione (via tutti gli argentini).



A.

Eric ha detto...

Cruz è meglio di Ciccio Bastardo.

mervyn ha detto...

Sì, come no. E magari Baresi è davvero il padre biologico dei suoi figli. E confeziona la cioccolata colla marmotta. E il Chievo è il vincitore "molare" dell'ultima censions.


A. :-P

Eric ha detto...

Nella mia scala di valori calcistici pure il professor Xavier viene prima di Ciccio Bastardo.

mervyn ha detto...

Immaginavo, ma per un attimo ho temuto tu fossi serio. :-P

In compenso, la coppa America mi dà l'occasione per chiedere a Speedo se crede ancora che Crespo possa fare più di una partita alla settimana. T_______T

Sybil ha detto...

Well written article.