Il Bar dello Sport
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mercoledì 7 novembre 2007

Perché i nerazzurri non possono dormire sonni tranquilli...


Dopo l'opaca prestazione dei dopolavoristi portuali bianconeri nel derby d'Italia e considerando la "romità" della compagine di Spalletti, nonché l'inesperienza della Fiorentina, tutta la nazione volge lo sguardo verso l'unica squadra capace di impensierire l'apparentemente scontato tris della beneamata: ebbene sì, il Milan.

Capisco i vostri sorrisini e il generale scetticismo, visto il distacco già raggiunto dalla vetta, ma non dimentichiamoci che mancano entrambi gli scontri diretti e sappiamo come i valorosi rossoneri sappiano dare tutto nel dentro o fuori (vedi i derby 2006/2007, sfuggiti agli uomini di Ancellotti per un nonnulla).

Analizziamo la rosa del Milan e mettiamola a confronto con la tanto strombazzata abbondanza dell'Inter, anche alla luce della sfavillante e schiacciante vittoria di iersera sullo Sciatica Donezk, squadra imbattuta nel girone prima di incontrare gli invinciBilan.

Dida: ampiamente recuperato! Sul 3-0 salva 6 volte il risultato. Finalmente decisivo e riappacificato coi tifosi. Sky's the limit! Improponibile il paragone con Giuliocesare.


Maldini: capitan coraggio! Finalmente di nuovo in campo il difensore più forte di tutti i tempi. La sua sola presenza ringalluzzisce Kalazze, Favalli, Bonera e i campioni del mondo Nesta, Sergignogalvaruso e il pendolino Cafù. L'Inter risponde con l'infortunato killer Materazzi, gli isterici Samuel e Burdisso, il nano faloppa Ivan Basso Ramirez Cordobes, l'impalpabile Gresko Maxwell, l'interinale Cesar Palas Hotel (ha meno stanze, ma è più immobile) e Maicon. Certo, il ritiro di Costacurta e Baresi sembrava favorire i bauscia, ma il campo dimostra che i rossoneri sono ancora lì, vivi, a fare scuola!


Centrocampo milanista da Drim Tim (in c*lo a St****etti Provera e Guido Rossi): gli infiniti Pirlow, Kakà, Sedorf, Gattuso, Ambroeus Eenie... Neanche i Lakers degli anni 80 potevano di più! Dall'altra parte, invece, abbiamo gli acciacchi dei veterani dei Boston Celtics, ormai 60enni: Vierà non finisce una stagione dai tempi dell'Arse-Anal (quest'anno non l'ha nemmeno cominciata), lo scarto romano Dacourt gioca coi cerotti, Figo deve solo ringraziare Klaus Dibiasi Nevdev che ne ha preservato il ricordo, Sansone Cambiasso ha le pile scariche, Stankovic è infortunato, gli altri fanno quello che possono. Certo, il Mancio che schiera Burdisso centrocampista non è un bel segnale.

Ma i veri dolori vengono dal reparto offensivo: Cruz, Crespo e Suazo non ne fanno uno buono, tanto da essere alternati nel ruolo di compare del già spento Ibra. Su Adriano stendiamo un velo pietoso (e pensare che per lui abbiamo rinunciato a Bobone... ), per fortuna almeno ci siamo liberati di Recoba, già assuefatto alla cura Novellino e di già redimorto. Sull'altro versante, attacco rossonero da Brian de Cardiopalma: al redivivo ariete mesciato Gilardino, si affianca il Gerd Muller degli anni 90, il Butraghegno del 2000, il Benito Veleno Lorenzi della bassa Padana, sua maestà Superpippo Inzaghi! Ora che ha ritrovato le nocciuoline, so' cazzi per tutti.

E, per favore, non fatemi pensare a gennaio, quando in organico milanello ci saranno Pathos, Portos, Ronaldos e d'Artagnan!

Mylady Moratti, Richelieu Provera, Mazzarinoriali... aiutateci voi!!! Le truppe del Re Sola ci stanno accerchiando!!!

mercoledì 24 ottobre 2007

Rock 'n' Roll Devils # 3


Kalac
- 7
Grande partita del gigante australiano, che nel momento di difficoltà della squadra chiude la porta in faccia allo Shaktar. Convincente e solido come un brano di certi suoi connazionali. Forse era meglio se il Milan evitava di fare ricorso per la squalifica di Dida...

Oddo e Favalli - 5
Serataccia per i terzini rossoneri. Il primo colleziona errori come fossero figurine Panini, compreso lo svarione che permette a Lucarelli di accorciare le distanze; il secondo, condizionato anche da qualche problema fisico, mostra che gli anni passano per tutti, Milan Lab o meno. Una partita da Paola e Chiara.

Nesta - 6
Fa il suo come sempre, con classe ed eleganza. Ma quando la squadra comincia a ballare in difesa non la prende per mano come dovrebbe. Sufficiente: da uno coi suoi mezzi, però, è lecito aspettarsi di più.

Kaladze - 6,5
Puntuale nelle chiusure e preciso sui palloni alti: per essere appena rientrato da un infortunio, si disimpegna più che bene, però dovrebbe salire di più quando lo Shaktar si avvicina all'area. Comunque, sicuro e affidabile, come una ritmica di Bill Ward.

Gattuso - 6
Il guerriero, sbarbato per l'occasione, gioca a tutto campo come al solito, e si permette anche un paio di passaggi pregevoli in fase offensiva. La partenza è un pò timida, sicuramente ha avuto serate migliori, ma alla distanza è importante come sempre per gli equilibri della squadra, alla Mike Porcaro.

Ambrosini - 6,5
Adesso che è abbastanza vecchio, Milan Lab riesce finalmente a gestirlo, e Ambro macina chilometri e chilometri e mostra a tutti di essere ancora lo splendido giocatore che per troppo tempo è mancato ai rossoneri. Rinato.

Pirlo - 6,5
Inizialmente anche lui fatica un pò per il pressing dei giocatori dello Shaktar, ma tira il perfetto corner su cui Gilardino si avventa per l'1-0 dopo soli 6 minuti. Poi, pur tra alti e bassi confeziona le solite aperture illuminanti. Un pò stanco magari, ma sempre decisivo per il gioco del Milan, tanto quanto lo è nei suoi momenti migliori Steve Harris per il sound degli Iron Maiden.

Seedorf - 8
Migliore in campo. Sale in cattedra con una partita di quelle che ti riconciliano con il calcio, e che ti fanno dimenticare i suoi passaggi a vuoto in un secondo. Due gol splendidi (il secondo quasi fantascientifico), l'assist a Gila per il secondo gol, e tanti altri palloni giocati in maniera sublime. Stasera è un lead singer al livello di Geoff Tate.

Kakà - 6,5
Sbaglia veramente troppo sotto porta, anche se è pure sfigato quando colpisce il palo a botta sicura. Però, semina il panico nella difesa dello Shaktar con le sue accelerazioni; a volte sembra Flash, in procinto di raggiungere la velocità della luce. Meno male che doveva avere dei problemi fisici!

Gilardino - 7,5
E con questa fanno tre. Tre partite di fila giocate bene (con l'Empoli era stato uno dei pochi a salvarsi), con 4 gol complessivi, e quelli di stasera sono anche fondamentali, alla faccia di chi lo accusa di segnare solo gol inutili. Avanti così, Gila. Chissà, forse è arrivato finalmente il tuo momento magico!

Bonera, Serginho, Emerson - S.V.
Fanno la loro parte senza grossi patemi, anche perché la partita è ormai sui giusti binari quando vengono chiamati in causa (il gol del 3-1 arriva che Bonera ha appena messo piede sul terreno di gioco, e gli altri due entrano solo nel finale). Stasera, si limitano a far parte del coro.

venerdì 19 ottobre 2007

Ogni Benedetta Domenica


Domenica primo ottobre 1961. Sarebbe potuta essere una delle tante che un ragazzino di 15 anni passava in casa accanto alla radio in attesa di “ Tutto il calcio minuto per minuto” una nuova trasmissione che trasmetteva in diretta i secondi tempi delle partite (sì, avete letto bene: solo i secondi tempi). Le immagini sarebbero arrivate solo dieci anni dopo, con l’avvento di “Novantesimo Minuto”.

Ma quella domenica sarebbe stata diversa, perché il papà di un ragazzino della compagnia era riuscito a trovare quattro ridotti per il Derby di Milano. La notizia ci era arrivata il venerdì sera attraverso un giro di telefonate (giro abbastanza lungo per la difficoltà di trovare la linea libera, in quanto il 90% degli utenti aveva il “il duplex” cioé la linea condivisa con un altro nucleo familiare, altro che sms). L’eccitazione era quindi al massimo. Appuntamento davanti al bar per le 10. Si partiva alle 10 perché in un’oretta (abitavamo in zona Sempione) saremmo arrivati a San Siro. Tre milanisti e un interista molto benvoluto dalla compagnia - anche perché era suo padre in genere a trovare i biglietti - tutti rigorosamente con il sacchettino per la colazione, contente di solito un paio di panini col prosciutto avvolti nella carta oleata. L’acqua l’avremmo presa davanti al “Lido”, la piscina di Piazzale Lotto, al solito baracchino che vendeva bibite e gelati d’estate (con 10 lire avevi un cono gigante) e caldarroste d’inverno. Anche l’abbigliamento era sempre lo stesso: jeans rigorosamente risvoltati all’esterno, camicia o golfino, giubbino o soprabito, le scarpe rigorosamente classiche quasi sempre stringate. Già, perché allora le “scarpe da ginnastica“ servivano esclusivamente per fare ginnastica. Certo, d’estate magari avrebbe fatto un po’ ridere, secondo i canoni odierni, vedere uno con i pantaloni corti, le calze e le scarpe stringate , ma “Fantocci” (il primo nome di Fantozzi) sarebbe arrivato solo nel 1968. Nessuna maglietta, neanche taroccata, della squadra, perché erano rarissimi i tifosi con la maglia: gli adulti in genere andavano a San Siro come andavano in ufficio, con camicia e cravatta, anche perché il merchandising non era neanche stato pensato, all’epoca.

Di solito lungo la strada si pensava e discuteva della formazione più che del modulo di gioco. Le squadre giocavano con due terzini, un libero, due mediani, due ali, due mezze ali e un centravanti, (che oggi sarebbe stato un 1-4-4-1, o magari per i più esigenti un 1-2-2-4-1) e perlomeno in Italia rigorosamente a uomo. Ovviamente ci aspettavamo i soliti titolari inamovibili: Ghezzi, Maldini, Trapattoni, Radice, Rivera, Altafini per il Milan; Buffon, Bolchi, Bicicli, Guarneri, Hitchens,Mazzola, Suarez per l’Inter , ma non era tutto così scontato anche perché gli undici che sarebbero scesi in campo, poi, quelli sarebbero rimasti, perchè non si potevano fare sostituzioni (La Fifa iniziò a permettere due sostituzioni solo dai mondiali di Mexico ‘70), anche se le rose erano già’ di 27, 28 giocatori, solo suddivisi un po’ diversamente da oggi. In genere erano tre portieri, sei difensori, nove centrocampisti e otto/nove attaccanti, anche se fra questi erano comprese le ali. E se qualcuno si infortunava? Nessun problema: lo si metteva all’ala sinistra… Chissà per quale strano motivo.

Cammina, cammina si arrivava in piazzale Lotto, da li per viale Caprilli in 7/8 minuti saremmo stati allo stadio. C’era sempre un sacco di gente che arrivava a piedi o coi tram 59 o 24 (quello che oggi è il 16), che viaggiavano sempre con la porta posteriore aperta e la gente appesa fuori perché non è che ce ne fossero molti. Anche il traffico di automobili cominciava però ad essere abbastanza intenso, perché comunque eravamo in pieno “Boom Economico”. Devo dire che ci faceva sempre un certo effetto trovarci a tu per tu con San Siro, anche senza il terzo anello era davvero imponente con i suoi 85.000 posti .Qualche anno prima erano addirittura 100.000, poi avevano fatto l’impianto d’illuminazione e messo i seggiolini in tribuna centrale e la capienza si era abbassata. I tifosi cominciavano già ad arrivare anche se mancavano ancora circa tre ore all’inizio della partita: del resto, non avendo il posto assegnato chi prima arrivava si metteva nelle posizioni migliori. A volte, sgattaiolando in mezzo alla gente, invece che nei “popolari”, ci intrufolavamo nel “parterre”, uno spazio subito sotto la tribuna centrale dove si stava rigorosamente in piedi. Se eri fortunato, da lì potevi arrivare fino al muretto di sostegno della cancellata che recintava il campo, così non vedevi la partita ma vedevi bene i tuoi beniamini. Ma quella domenica non ci provammo nemmeno: il derby ci piaceva vederlo dall’alto.



Appena varcati i cancelli, correvamo come matti su per le rampe in mezzo ad altri cento ragazzini urlanti. Dopo aver cambiato almeno quattro o cinque volte il posto per scegliere la posizione migliore finalmente ci si sedeva, e si aprivano i sacchetti della colazione. Il tempo passava velocemente perché c’era anche lo spettacolo nello spettacolo. Proprio perché la gente arrivava con largo anticipo, quasi sempre c’era una partita tra i “pulcini“ delle due squadre, quindi in quel caso un derby nel derby. Poi come oggi c’era il sopralluogo dei giocatori, con la differenza che qualcuno entrava in campo con la sigaretta in bocca. I fotografi (non c’erano certo i teleobbiettivi di oggi ) si disponevano dietro le linee di fondo, ma il bello era che in certe azioni di gioco a volte entravano addirittura in campo per fotografare meglio.

E finalmente ecco i nostri eroi : nomi scanditi dall’altoparlante e scritti sul tabellone elettronico (inaugurato nel ‘ 57) ormai ci siamo, pensammo, ma quel giorno le sorprese non erano finite. Prima del calcio d’inizio ci fu un minuto di silenzio, non ricordo per quale motivo: lo stadio ammutolì e proprio nel momento clou una voce anonima gridò “arbitro serpente! “ . Avesse detto cornuto, venduto, ma serpente! Ovviamente noi ragazzini scoppiammo a ridere, non ce lo aspettavamo e fummo subito redarguiti dagli adulti attorno a noi che ovviamente ci zittirono. Se fosse successo oggi, immagino il coro di ma vaffa… Che si sarebbe levato. E finalmente il calcio d’inizio. Risultato finale: 3 a 1 per il Milan. 18° Pivatelli, 53° Greaves, 69° Suarez, 87° Conti.

Il tempo per il rientro passava in un lampo, soprattutto se si vinceva come quel giorno. Appena si arrivava in vista della nostra casa (allora la parola condominio non era molto usata) mi ricordo che dietro i vetri delle finestre che davano sulla strada si vedevano apparire e scomparire le varie mamme, che avendo calcolato il tempo del nostro ritorno controllavano se eravamo in arrivo (la vita senza cellulari non era poi male). Infine, soprattutto se la giornata era bella, prima di rientrare per la cena ci avanzava il tempo per una partita 2 contro 2 a “tombinella” : bastavano un tappino della coca e un tombino di quelli messi in verticale fra marciapiede e strada … Tanto quante macchine potevano passare in una via laterale in una domenica del 1961?

Considerando che non c’era la moviola, pochissime immagini, nessuna trasmissione televisiva a parte la domenica sportiva - ancora come notiziario senza presentatore e, soprattutto, senza Biscardi… Se il Forum del Bar dello Sport fosse già stato attivo… Di cosa avremmo parlato?? Mah!

lunedì 15 ottobre 2007

Il Mattatore

Una cosa è certa, nel calcio la gratitudine non esiste.

Ne è prova la squalifica per 2 giornate a Dida, nonostante quest'ultimo ci abbia fatto divertire, emozionare, commuovere e ridere per anni.

Come non ricordarlo nella famosa scena della stazione in Amici miei, il capolavoro della risata di Mario Monicelli.

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Ma Dida ci ha fatto tanto ridere anche ne Il mio amico Arnold tenendoci compagnia durante gli anni '80.


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Molto apprezzato dai ragazzi grazie alle sue memorabili interpretazioni in Happy feet e Ken il guerriero dove le sue capacità drammaturgiche, l'interpretazione mirabile e la prosa inconfondibile ne hanno fatto il riferimento per tutti, Gilardino e Nedved compresi.

Più volte i maestri della sceneggiata napoletana (Merola, D'angelo, Carmando, Alemao etc...) hanno ammesso di essersi ispirati ai suoi primi film in Brasile, dove un Dida ancora acerbo lascia però intuire tutto il suo talento, Braida ne rimane impressionato e lo porta in Italia, tutto il resto è (purtroppo) storia.


Visto che l'UEFA non è riuscita ad apprezzare il suo talento, non gli resta che sperare nel giudizio dell'Academy. Febbraio è vicino e noi tutti tifiamo per te, Nelson de Jesus Silva, re della sceneggiata brasiliana.

mercoledì 3 ottobre 2007

Rock 'n' Roll Devils #2


Voto collettivo alla squadra: 5

Più che un'opera rock, un concerto emo, ma di quelli brutti. Lento e deprimente, con tanto di pioggia torrenziale.

Spettacolo da dimenticare.

Voto a Dida per la performance: 10

Voto al tifoso per il colpo mortale: 8 - ci mette un pò troppo a fare effetto!

martedì 18 settembre 2007

Rock 'n' Roll Devils #1


Inauguriamo una nuova rubrica, cugina di "punizione diretta", ma dedicata alle pagelle dei milanisti in Champion's League... In rock 'n' roll style!

Questi i voti dopo l'esordio rossonero di stasera contro il Benfica, conclusosi con una bella vittoria per 2-1. Rock on!


Dida - 6
Il Benfica, come ogni squadra portoghese, tende a concludere poco in porta, e non lo impegna granché. Incolpevole sul gol, fa un paio di buoni interventi nelle rarissime occasioni in cui è chiamato in causa. Spettatore non pagante.

Oddo - 6
Corre molto, si impegna, senza picchi ma affidabile. Come uno di quei bassisti poco appariscenti, ma sui quali puoi sempre contare. Alla John Illsley.

Nesta - 6,5
Puntuale e preciso, non concede nulla ai portoghesi e comanda la difesa col piglio del leader. Fuoriclasse della sezione ritmica, un pò come Billy Sheehan.

Kaladze - 6
Anche stasera incappa in un paio di lisci, ma stavolta, per fortuna, senza conseguenze. Per il resto, fa il suo, senza incantare ma senza deludere. Sufficiente.

Jankulovski - 7
Bellissima prestazione del ceco, che ha iniziato la stagione davvero alla grande. Corre 90° minuti, rendendosi pericoloso in attacco ma senza concedere niente in difesa (a parte sul gol del Benfica, forse, ma è un gol inutile a tempo scaduto, e quindi chi se ne frega!). Moto perpetuo!

Gattuso - 6,5
Grinta, carattere e corsa, come sempre. I portoghesi sono abili nel far girare la palla, lui nel far girare le palle (agli attaccanti). Rino è il cuore pulsante del Milan, è uno di quei batteristi che girano a mille all'ora senza mai fermarsi. Anche stasera, è lo Jorg Michael del Milan.

Pirlo - 7,5
Quando gioca così, è uno spettacolo assoluto. Invenzioni, geometrie, colpi di genio; prima, la punizione pennellata che sblocca il risultato, e poi il passaggio a Inzaghi in un momento in cui tutti si aspettavano il tiro. Puro genio, come Edward Van Halen.

Ambrosini - 6,5
Lui e Gattuso sono come i gemelli di Schwarzenegger e De Vito; uno basso, bruttino, moro e peloso, l'altro alto, bello e biondo. Ma la stessa grinta, la stessa determinazione, lo stesso spirito guerriero. Il capitano combatte come sempre su ogni pallone e indica la via con l'esempio, da vero leader, anche quando, come stasera, non è così decisivo. Insomma, un altro batterista del centrocampo, un tipo alla Paul Bostaph.

Seedorf - 5
Una di quelle serate no in cui non ne fa una giusta. Mino Reitano.

Kakà - 6
Le accelerazioni ci sono, le invenzioni anche, ma non è mai determinante. E da lui ci si aspetta sempre che lo sia, perché ne ha i mezzi. Sufficiente, per le magie ci sarà tempo più avanti. Stavolta si limita a fare il compitino, stile Bryan Adams.

Inzaghi - 6,5
Rapace come sempre, e come sempre capace di segnare un gol non così facile (ma soprattutto decisivo) e di sbagliarne uno facilissimo. Ma c'è sempre: il suo senso del tempo in area di rigore è veramente unico. Sammy Davis Jr!

Emerson, Bonera, Gilardino - SV
Entrano giusto in tempo per i bis. Ingiudicabili.

lunedì 17 settembre 2007

Basta pelati nel Milan!


Scoperto il male del Milan, come dei novelli Sansone, Galliani, Dida, Seedorf e Gilardino (si, lo so che state pensando "Ma Gila i capelli ce li ha", vi assicuro che sono finti, li a persi a furia di strapparseli ad ogni gol sbagliato, strano abbia ancora della cute sulla testa) si sono impippiti perdendo i capelli.

Il primo sono anni che colleziona scatole di lettori dvd piene di mattoni, il secondo non tiene una palla manco se fosse ricoperta di attack, Seedorf non è più lui da quando Ronaldo si è separato dalla moglie, Gilardino ha perso l'autostima a furia di raccogliere saponette in doccia.

La soluzione quindi è una sola: comprateci i nuovi Valderrama, Battistuta, Davids ridateci i Gullit, i Berlusconi, i veri capelloni che faranno o hanno fatto grande il Milan.

mercoledì 22 agosto 2007

Chiusa Radio Milan-Inter


RADIO MILAN-INTER CHIUDE, VENDUTE FREQUENZE

Friday, August 17 2007

Una chiusura inaspettata ha coinvolto Radio MilanInter, l'emittente sportiva di Milano inaugurata nel gennaio del 2004, che ha ceduto le sue frequenze a una societa' concessionaria che gestisce tra l'altro le frequenze di Radio Deejay del Gruppo L'Espresso. Martedi' scorso lo switch-off, con le ultime trasmissioni andate in onda lunedi'. 'Sono stato avvisato dall'editore a Ferragosto - spiega il direttore, Giorgio Micheletti -. C'era stata qualche avvisaglia, ma niente che facesse pensare a tanto. Sapevo di un'offerta che era sul tavolo da tempo. Probabilmente non hanno potuto aspettare oltre'. La vendita della frequenza non e' dovuta, pero', a problemi di ascolto. Gli ascolti registrati da Audiradio, infatti, erano 'piu' che positivi, direi lusinghieri - continua il direttore -, con punte sopra i 100mila ascoltatori che ci posizionavano sul podio delle radio locali. Un ottimo risultato in una realta' particolare come Milano'. La raccolta pubblicitaria, pero', secondo Micheletti, non era sufficiente a ricoprire le spese a cui l'editore doveva far fronte. La decisione di vendere ha colto di sorpresa non solo i 15 collaboratori della radio, con contratti diversi, che si trovano al momento in vacanza, ma anche molti degli ascoltatori che si sono lamentati sui forum del sito. 'Sono stati tutti avvisati ieri - continua Micheletti -. Ora aspettiamo l'incontro che ci ha promesso l'editore per darci una spiegazione piu' esauriente e per mostrarci il 'paracadute' per il personale. Ci sono padri di famiglia che devono essere messi in condizione di potersi guardare intorno in tranquillita''. (ANSA).
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Davvero un colpo per chi come me seguiva le trasmissioni incentrate sullo sfottò e l'ironia di questa radio, molto in stile bar sport (c'era anche una trasmissione con questo nome).

Spero che molti giornalisti riescano a riciclarsi nelle numerose trasmissioni sportive delle TV locali, sarebbe un vero peccato perdere persone valide.

So che non servirà a niente ma se volete potete firmare la petizione qui

domenica 19 agosto 2007

SGUB! Ecco perchè ingrassa Ronaldo

Dalla Gazzetta dello Sport e da Calciomercato.com:


MilanLab: Ecco perchè ingrassa Ronaldo

La tendenza ad ingrassare di Ronaldo è colpa della tiroide. MilanLab ha scoperto una disfunzione nella ghiandola dell'attaccante brasiliano, che ora potrà essere curato per tornare agli splendori di un tempo.




Un'immagine della tiroide di Ronaldo



domenica 12 agosto 2007

Bye-bye Cerchietto!


Marco Storari lascia il Milan per la Spagna. Il portiere pisano classe '77 passa infatti al Levante. L'accordo è valido per due stagioni e Storari già questa sera sarà a Valencia, dove lunedì sosterrà le visite mediche, prima di venire presentato nella sala stampa dello stadio del club.

(Datasport.it)



venerdì 3 agosto 2007

Pato è ufficialmente un giocatore del Milan

Sborsata la non tanto modica cifra di 20 milioni di euro, pagata la clausola di rescissione all'Internacional de Porto Alegre, il Milan si porta a casa l'astro nascente del calcio brasileiro: Pato Alexandre. 18 anni tra un mese, Pato è tutto sommato solo tre anni più giovane di quanto era Kakà quando arrivò in rossonero, conquistandosi subito un posto da titolare, e a livello di curriculum può già vantare un mondiale per club vinto contro il Barcellona lo scorso anno. Sarà vera gloria? Vedremo. Di certo, Pato è una scommessa che valeva la pena di fare. E devo dire che mi fanno un pò ridere i tifosi che si lamentano della spesa di 20 milioni per un giovane, e allo stesso tempo si lamentano a ogni piè sospinto dell'età media della rosa milanista, a sentire loro troppo alta...

In ogni caso, nel calcio le azioni valgono più di mille parole, quindi... Enjoy!

mercoledì 18 luglio 2007

Rifondazione rossonera


"Abbiamo la squadra campione d'Europa più Ronaldo, siamo a posto così" "Il Milan è una squadra vecchia, va rifatta".

Questi sono i due principali partiti di opinione sul mercato del Milan, da una parte la dirigenza che un po' per il "braccino corto" un po' per sottolineare i propri meriti pensa che basti al massimo un attaccante (ma solo perché sono partiti Oliveira e Borriello) per allestire una squadra competitiva per l'anno prossimo.

Dall'altra c'è chi è convinto che Milanello sia "la Baggina", Milan Lab la piscina miracolosa di Cocoon e che serva rifondare la rosa in quanto non affidabile.

Io mi posiziono a metà, la leggenda della difesa vecchia è dura a morire, salvo poi scoprire che i centrali sono più giovani di quelli dell'Inter e che il centrocampo ha una età media sotto i 30 anni.

Le lacune della squadra, a mio avviso, sono da riscontrarsi nella mancanza di un portiere magari non miracoloso ma sempre affidabile, di un esterno di sinistra che dia garanzie sia nella fase difensiva che in quella offensiva, in uno o due centrocampisti "di ricambio" e in un attaccante di valore internazionale da affiancare a Ronaldo, e che consenta l'arretramento di Kakà, in quanto Gilardino non da garanzie tecniche e Inzaghi non le da fisicamente.

Se veramente Galliani comprerà "solo" un grande attaccante (mi fa ridere però vederlo paragonare Pato, come nome ed importanza, ad Eto'o, Ronaldinho, Drogba e Sheva) sono convinto che a gennaio correrà ai ripari, d'altronde anche l'anno scorso era convinto che Bonera e Simic potevano dare il cambio a Cafù e che Oliveira e Borriello non avrebbero fatto rimpiangere Sheva.

L'unica cosa sicura è che se il Milan venderà con la stessa abilità con cui ha venduto in questo mercato, farà una grande squadra.

mercoledì 27 giugno 2007

La punta, la punta... Ma c'è davvero bisogno della punta?

In questi giorni, il mercato è dominato dal cosiddetto "balletto delle punte"; chi resta, chi va, chi fa entrambe le cose nel giro di una settimana (vedi Trezeguet), chi torna e chi vorrebbe tornare e chi si spera che non torni.
D'altronde, da sempre gli attaccanti sono i giocatori che più scatenano la fantasia dei tifosi; l'unico difensore attorno al quale abbia visto, negli ultimi anni, un entusiasmo da "è arrivata la superstar" è stato Nesta. Il suo arrivo in rossonero oscurò persino quello di un campione ultracelebrato come Rivaldo (evitiamo facili ironie: quell'estate, su Rivaldo avremmo scommesso più o meno tutti, non potevamo immaginare che non si sarebbe ambientato in Italia). Ma normalmente, sono i delanteros a far vincere gli scudetti d'agosto.
Eppure, in un calcio come quello moderno, dove le squadre più forti quasi sempre giocano con una sola vera punta e tanti fantasisti/ali, siamo così certi che l'abbondanza di punte sia davvero necessaria? Pensiamo un attimo alle squadre che hanno espresso il miglior gioco negli ultimi anni.
Il Real di Scolari giocava con davanti il solo Morientes, e poi Ronaldo. Certo, attorno a lui c'erano Raùl, Zidane e Figo. Ma si trattava sostanzialmente di tre fantasisti/attaccanti esterni. Il Barcellona dello scorso anno? Tridente con Ronaldinho, Messi e Eto'o. Anche qui una sola vera punta e due fantasisti. La Francia che ha vinto europei e mondiali? 4-2-3-1 anche lì. Il Milan della partita col Manchester, quello della partita perfetta? Una sola punta, e dietro Kakà e Seedorf. Anche se il Milan (come l'Inter) ha fatto anche tante splendide partite con due punte, in questi ultimi anni. Citerei anche il Liverpool, che pur facendo un gioco brutto da vedere è arrivato due volte in finale di Champion's, e l'Italia vittoriosa a Berlino, a dimostrazione che con una punta sola si può essere sì belli (come le squadre di cui sopra) ma anche efficaci.
Insomma, una volta si diceva che le partite si vincevano a centrocampo. Oggi non trovate che sia vero più che mai? Il calcio di grande livello si fa sempre più fisico e sempre più tattico: ormai tutte le squadre più forti d'Europa si sono convertite al pressing di sacchiana memoria. Qualcuna di più e qualcuna di meno, ma persino le inglesi si sono prese allenatori come Mourinho e Benitez per insegnare ai giocatori a stare in campo, correre e difendere, e non solo a fare colpi di tacco e veroniche, in una ripresa del modello del calcio totale olandese adeguato ai tempi moderni. In spazi sempre più angusti, il dominio del centrocampo è ancora più importante di prima, e per questo sempre più spesso gli allenatori si affidano a una mediana a 5 con giocatori di qualità, capace di coniugare estro e corsa, occupazione degli spazi e capacità di crearne.

E allora mi chiedo: ma siamo davvero sicuri che al Milan serva disperatamente una punta di grande nome? In casa ci sono Ronaldo, Inzaghi, Gilardino e Oliveira. Posto che i primi due non danno piene garanzie di giocare tutte le partite visti i possibili problemi fisici (anche se è facile dire che in quelle che giocheranno saranno spesso decisivi), che Gilardino è alla sua ultima vera chance (non di fare gol, che quelli li ha fatti anche in questi primi 2 anni di Milan, ma di fare gol pesanti e dimostrarsi importante per la squadra e non solo per la statistica) e che Oliveira è reduce da una stagione flop (ma secondo me avrebbe le qualità tecniche per poter fare bene e gli si dovrebbe concedere una prova d'appello)... Forse sì. Ma forse no. Giocando con una punta + Kakà, non potrebbe forse bastare l'inserimento di un attaccante giovane, di prospettiva (come il Paco che guarda caso il Milan sta cercando in tutti i modi, o come Quagliarella o Giuseppe Rossi), che dia il cambio agli altri e possa rappresentare un investimento per il futuro?
E a quel punto, non si potrebbero dirottare i fondi su un centrocampista e un terzino, e magari portare a casa giocatori di sicuro rendimento, gente come Deco e Zambrotta solo per fare i primi due nomi che mi vengono in mente?

E lo stesso discorso si potrebbe fare per l'Inter, che gioca sì con due punte, ma invece di 4, di attaccanti ne ha 6 (siete convinti che Recoba vada via davvero? Io non ci credo finché non lo vedo in campo con un'altra maglia). Che se ne fa di Tèvez, me lo spiegate?

E il Barcellona, aveva bisogno di Henry? Crede davvero di poter giocare con Henry, Messi, Ronaldinho e Eto'o tutti insieme e senza mugugni?

Non è che oggi come oggi, in un calcio che è sempre più business, conta più piazzare il colpo mediatico che non costruire una squadra con un minimo di senso?

mercoledì 2 maggio 2007

Cronaca di una vittoria di cension lig annunciata!


Cronaca del 97° minuto di giuoco di Milan-Mancesté

Su papera di mezza difesa del mancesté, Inzaghi si invola, partendo in fuorigiuoco di 6 metri e 3/4, su lancio millimetrico di Brocchi.

La palla s'impenna, la controlla di mano, si ferma, finta, arresta il palleggio, fa perno sul piede destro si gira, fa passi in partenza, s'invola in area, si tuffa, ottiene il rigore, lo calcia, lo sbaglia (parato).

Sul calciuo d'angolo che ne deriva Dida avanza coi gomiti alti, rompe uno zigomo a Franz Ferdinand, salta, colpisce di testa, no, è la mano, l'arbiter non vede, la palla incoccia sul 7, rimbalza a terra, sulla riga esterna, è chiaramente fuori, ma l'arbiter convalida, su segnalazione di Ronaldo e Runey, che sportivamente dicono all'arbiter che loro l'hanno vista dentro.

La squadra più forte e fica avanza, li taglia festeggia, siamo ancora a Berlino!

Commozione sugli spalti, un uomo , a la Spezia, chiagne di felicità (il suo migliore amico del foro, pensa, sarà felice, chissà quanti altri fotto-montaggi gli farà, per festeggiare ).

A Brixia de hota, nella sua casetta di pelo di potta, un altro uomo è felice: tanto perdono in finale, pensa, sarà più bello sfottere gli amici del baretto, tra un rutto e un peto. Povero illuso.

Allarme esondazione!


Da Ansia.it

La protezione civile avvisa la popolazione di Milano che per oggi, mercoledì 02 Maggio 2007, è prevista una esondazione.

Il tutto è dovuto alle lacrime che i tifosi milanisti verseranno stasera dopo l'eliminazione dalla Champions.

Si raccomanda ai cittadini milanesi di non uscire dalle abitazioni e di dotarsi delle apposite maschere e boccaglio.

lunedì 23 aprile 2007

A Christmas carol

Era una mattina speciale, e il signore pelato si era alzato di buon ora, con il sole appena sorto, indossando la sua vestaglia tigrata e con le sue moppine pelose a forma di cane ai piedi. Aveva alzato le tapparelle del salotto, inondandolo di luce, e guardava con soddisfazione lo splendido albero di Natale vicino al camino, con tutti i doni attorno ad esso. Tintinnò con il campanellino d'argento che era posato su di un tavolino del salotto, svegliando l'intera casa.

- Sveglia bambini, è Natale! - gridava, mentre dai letti a castello che c'erano nelle camerate, scendevano festanti tutti gli abitanti della casa. Alcuni di loro andarono subito, presi dall'entusiasmo della festa e dalla magia del Natale, in salotto, a guardare i doni sotto l'albero, cercando i pacchetti con il proprio nome, e saltando pieni di felicità quando trovavano il regalo dedicato a loro. Il signore pelato li guardava soddisfatto e contento: erano la sua famiglia, del resto.

Altri occupanti della casa però, i più assennati, anziché andare in salotto a cercare regali, preferirono occuparsi dei nonni della casa, e da bravi ragazzi esemplari qual erano, aiutarono gli anziani della famiglia ad alzarsi dal letto, a lavarsi, e a deambulare, visto che l'età gli aveva tolto la capacità di essere autosufficienti. Ma quella era una casa speciale, dove tutti si volevano bene, e soprattutto la mattina di Natale non potevano che esserci buone azioni e sentimenti d'amore, là dentro.

Si erano alzati tutti da poco, ma l'intera famiglia era in fermento. Gennaro, un ragazzetto vispo e simpatico, preso ad esempio da tutti i fratellini più piccoli, raccontava favole a questi, seduto sul bordo del suo letto; Albertino, un bambino timido e candido, in un angolo si sbacciucchiava con il suo Big Jim; mentre invece in cucina Nelson, uno dei ragazzi più grandi, aveva le mani nella pastafrolla, poiché stava preparando i dolci di Natale. Anche i nonni Billy e Paolino, terminate le abluzioni e provata la pressione, erano stati portati in salotto, e messi vicino al camino, con un bel pannolone a scongiurare catastrofi.

Il signore calvo era raggiante. Sembrava la mattina di Natale perfetta. Sorrideva, mostrando i simpatici denti giallastri, e lisciandosi la pelata, lucida e brillante. "Vi voglio bene", sussurrò a tutta la sua famiglia, senza che questi potessero sentirlo, ma certo comunque che ognuno di loro lo sapesse.

D'un tratto bussarono alla porta della casa. Il signore calvo andò ad aprire, certo che fosse qualcuno dei vicini venuto a fare gli auguri di Natale. Ma quando aprì si trovò di fronte il muso arcigno del suo vicino di casa, Massimo Moratti.

- Cosa cazzo è tutto sto rumore di merda? - disse con il suo consueto aplomb inglese.

Il signore pelato balbettò una qualche scusa.

- Mi scusi questa confusione, ma sa, è Natale, i bambini sono tutti eccitati, cosa vuole fare, son ragazzi. - sussurrò con un filo di voce.

- Non dica stronzate, siamo a fine Aprile, fa un cazzo di caldo, e Natale era mesi fa, coglione di merda. E dica pure a quel ciccione del suo ultimo figlio che se lo becco ancora nel mio giardino lo piglio talmente a schiaffoni che lo faccio ancora più orrendo di come l'ha conciato quella vacca di sua madre. - chiuse la discussione, sbattendo la porta, il vicino gentiluomo.

Il povero uomo pelato, a capo chino, se ne tornò in salotto, si sedette sulla poltrona, e con la faccia tra le mani, scoppiò a piangere. Perché pure a Natale a volte la vita ti colpisce dove fa più male.

Io non so se c'è una morale in tutto questo. Forse "il Natale arriva quando meno te l'aspetti, ma di solito non ad Aprile". O forse ancora "il fatto che il 25 Dicembre nasca Gesù mica vuole dire che succederanno per forza miracoli". So solo che quello fu davvero un brutto Natale, a casa Galliani.

Buon Natale a tutti quanti, e che Dio benedica tutti noi!

giovedì 12 aprile 2007

Come lui nessuno mai


56 gol nelle coppe europee. Nessun italiano ha segnato di più.


Ogni volta che entra in campo, sprizza grinta da tutti i pori. Un vero indiavolato... Non poteva che trovarsi a casa sua, nel Milan.

Ogni volta che è solo davanti al portiere, che sbagli o faccia gol, non ha mai un'indecisione (Gilardino, dotato di migliore tecnica, dovrebbe imparare da lui la freddezza sotto porta).

Ogni volta che si infortuna, che sembra finito, stringe i denti e si rialza, giocando anche con il dolore nelle gambe, pur di esserci, pur di segnare un'altra volta, almeno un'altra volta.


E c'è ancora chi lo ritiene scarso.


Ma Superpippo, intanto, continua a volare.


sabato 7 aprile 2007

Usciamo dalla logica...

... Del "chi non vince non conta un cazzo".

Oggi il Milan si gioca la qualificazione Champion's con l'Empoli (miracoli di un anno-post mondiale e soprattutto post-calciopoli), e sarò allo stadio, inviato speciale del Bar dello Sport. Ma ho ancora negli occhi il secondo gol preso dai rossoneri con Bayern...

Eppure, non riesco a essere incazzato. Non riesco ad avere il sacro furore di Homer contro la squadra rottonera. Sono arrivati ai quarti di Champion's League per il quinto anno di fila, nessun altro è riuscito negli ultimi anni ad eguagliare questo risultato. Ne hanno vinta una sola, vero, e probabilmente resterà unica anche quest'anno (a Monaco faranno il più classico degli zero a zero). Il tutto in un annus horribilis e dopo aver perso il proprio giocatore più forte per ragioni di bilancio (e non mi parlate dei soldi spesi per quel pacco di Oliveira, almeno Oliveira lo pagano in dieci anni e probabilmente, in parte, in natura! Vogliamo parlare dei 25 milioni sull'unghia spesi per Gilardino l'anno scorso?).

In questi ultimi anni il Milan mi ha fatto divertire, e tanto. Ancelotti ha i suoi difetti ma ci ha dato un Milan che avrà vinto anche poco rispetto alle chance di vittoria che ha avuto (3 secondi posti tra Champion's e Campionato), ma ha giocato spesso bene, ha strappato una Champion's ai rigori alla Jubbe (non ha prezzo!), è rimasto sempre tra le grandi d'Europa.

E allora chi se ne frega se per il terzo anno di fila non vinceremo un cazzo: io della mia squadra resto orgoglioso. Grazie ragazzi.

venerdì 23 marzo 2007

Perché Gilardino deve rimanere al Milan

1) Ha dimostrato di poter segnare almeno venti gol all'anno se messo nelle migliori condizioni.


2) Si tratta del miglior centravanti giovane.


3) Ha un bagaglio tecnico completo, non è semplicemente il classico rapinatore d'area.


4) E' un campione del mondo.


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